Un patrimonio di conoscenza costruito in una vita di studi torna a Manfredonia e si trasforma in un investimento culturale per il futuro. La professoressa Maria Luisa Nava, tra le massime studiose delle stele daunie, ha donato al Comune la propria biblioteca specialistica composta da circa 5mila volumi dedicati all’archeologia, alla storia antica e al territorio della Daunia.
Un fondo unico per la città
La donazione rappresenta un passaggio significativo per la crescita culturale della città e per il rafforzamento degli studi su uno dei patrimoni archeologici più identitari del territorio. Il fondo librario sarà ospitato nella Biblioteca comunale e prenderà il nome di “Silvio Ferri – Maria Luisa Nava”, in omaggio al lavoro condiviso tra la studiosa e il suo maestro, protagonista delle ricerche che portarono alla scoperta e alla valorizzazione delle stele daunie.
“Questa donazione è il risultato di un percorso di interlocuzione costruito con la professoressa Nava, con l’obiettivo di riportare a Manfredonia non solo un patrimonio materiale, ma soprattutto un patrimonio di conoscenza”, ha spiegato l’assessora Maria Teresa Valente, annunciando l’avvio dell’iter amministrativo per l’acquisizione e la catalogazione del fondo.
Il legame con il territorio
Alla base della scelta della studiosa c’è un legame profondo con Manfredonia e con il territorio garganico. “La donazione nasce da un legame con questo territorio, nel quale per molti anni il mio maestro Silvio Ferri ed io abbiamo condotto ricerche che hanno contribuito alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio archeologico locale”, ha sottolineato Maria Luisa Nava.
Un legame che si traduce oggi in un gesto concreto, capace di restituire alla città gli strumenti scientifici che hanno contribuito a far conoscere le stele daunie a livello internazionale.
Le stele daunie e il valore degli studi
Le stele daunie, scoperte negli anni Sessanta, rappresentano un unicum nel panorama archeologico e costituiscono il nucleo più rilevante del Museo Nazionale di Manfredonia. Il lavoro di Ferri e Nava ha avuto un ruolo decisivo nella loro affermazione nel contesto scientifico internazionale, contribuendo a costruire un corpus di studi oggi punto di riferimento per ricercatori e studiosi.
Con l’arrivo del nuovo fondo, Manfredonia si candida a diventare sempre più un centro di riferimento per gli studi sulla Daunia e sulla sua storia antica.
Un investimento culturale per il futuro
Il patrimonio librario sarà inserito nel Sistema Bibliotecario Nazionale, garantendo così accessibilità e fruizione pubblica. Un passaggio che rafforza non solo l’offerta culturale locale, ma anche la capacità della città di attrarre studiosi e progetti di ricerca.
“Le stele daunie raccontano chi siamo. Con questa donazione mettiamo a disposizione della città e della comunità scientifica gli strumenti per continuare a studiarle e valorizzarle”, ha aggiunto Valente.
Sulla stessa linea il sindaco Domenico La Marca, che ha parlato di “un risultato importante che restituisce a Manfredonia un patrimonio destinato a crescere nel tempo”.
L’iniziativa si inserisce inoltre nel più ampio percorso di valorizzazione delle stele daunie, anche in vista della candidatura a patrimonio UNESCO, rafforzando le basi scientifiche e culturali su cui costruire il riconoscimento internazionale.













