Si è conclusa ieri sera, nella suggestiva cornice del Castello Svevo di Vieste, la sesta edizione di Archeofilm, il Festival internazionale del cinema di Archeologia, Arte e Ambiente. A chiudere la rassegna è stato il geologo e divulgatore scientifico Mario Tozzi, protagonista di un incontro che ha richiamato numerosi spettatori e acceso il dibattito sui grandi temi ambientali del nostro tempo.
Nel suo intervento, Tozzi ha affrontato le conseguenze della crisi climatica, la tutela del paesaggio e la gestione del territorio, lanciando un messaggio chiaro: “Non è la Terra a rischiare l’estinzione, ma il genere umano che sta distruggendo le condizioni ambientali che ne permettono la sopravvivenza”.
Spiagge libere e abusivismo edilizio
Tra gli argomenti affrontati anche la gestione delle coste italiane, con particolare riferimento alla progressiva riduzione delle spiagge libere, sempre più limitate dall’espansione delle concessioni private.
Il divulgatore ha inoltre puntato il dito contro l’abusivismo edilizio e il consumo di suolo, sottolineando come la cementificazione incontrollata comprometta il paesaggio e renda il territorio più vulnerabile agli effetti degli eventi meteorologici estremi, sempre più frequenti a causa del cambiamento climatico.
Secondo Tozzi, la tutela dell’ambiente rappresenta oggi una priorità non solo dal punto di vista naturalistico, ma anche della sicurezza delle comunità.
L’appello al Gargano
Nel corso della serata, il geologo ha rivolto un pensiero anche al promontorio garganico, invitando a preservarne il patrimonio paesaggistico e ambientale.
“Questo nostro bel Gargano lasciamolo un po’ in pace”, ha affermato, richiamando la necessità di uno sviluppo capace di coniugare turismo, tutela del territorio e sostenibilità.
L’incontro con Tozzi ha chiuso la sesta edizione di Archeofilm, confermando la vocazione del festival a coniugare divulgazione scientifica, cinema e riflessione sui grandi temi dell’archeologia, dell’arte e dell’ambiente.










