Oltre 77mila interventi in un solo anno, con un incremento di quasi seimila missioni rispetto all’anno precedente. È il bilancio dell’attività del Servizio di Emergenza Sanitaria Territoriale 118 della provincia di Foggia, presentato nel corso della riunione conclusiva del percorso di formazione promosso da ASL Foggia e rivolto ai medici destinati a operare nella rete dell’emergenza-urgenza.
Dall’inizio dell’anno ad oggi il 118 ha effettuato 77.509 interventi, contro i 71.615 del 2024, confermandosi un presidio essenziale per la gestione tempestiva delle situazioni di emergenza su un territorio ampio e complesso come quello foggiano.
I numeri dell’emergenza
Nel dettaglio, gli interventi hanno riguardato 8.168 casi classificati come Codice Rosso, ovvero situazioni di immediato pericolo di vita, 53.013 interventi in Codice Giallo, caratterizzati da urgenze che richiedono un rapido intervento sanitario, 11.757 Codici Verdi e 5.571 Codici Bianchi, riferiti a condizioni a bassa criticità.
Il periodo più intenso è stato quello estivo. Tra giugno e agosto, infatti, sono state effettuate 21.916 missioni, a conferma della capacità del sistema di far fronte anche ai picchi di attività legati alla stagione turistica e all’aumento della popolazione presente sul territorio.
Il ruolo strategico della rete 118
“Questi numeri testimoniano l’importanza strategica della rete 118, che rappresenta il primo anello della catena del soccorso”, sottolinea Stefano Colelli, Direttore della Centrale Operativa 118. “La tempestività dell’intervento, unita alla professionalità degli operatori e all’efficienza del coordinamento, è decisiva per salvare vite e ridurre le conseguenze più gravi degli eventi acuti. Investire sul rafforzamento del servizio di emergenza territoriale significa garantire sicurezza, prossimità e risposte rapide ai bisogni di salute dei cittadini”.
Formazione e carenza di medici
I dati sono stati illustrati durante la conclusione del corso di formazione, totalmente gratuito, al quale hanno partecipato 42 professionisti. Al termine del percorso sarà conferito l’attestato di idoneità all’esercizio dell’attività nel Servizio di Emergenza Territoriale, titolo necessario per operare nella rete del 118.
Il corso nasce per rispondere a una criticità strutturale: la grave carenza di personale medico. In provincia di Foggia, a fronte di una pianta organica che prevede 128 medici per il SET 118, attualmente ne risultano in servizio soltanto 49, di cui 29 nelle postazioni mobili e 20 nelle postazioni fisse medicalizzate.
Quattrocento ore di preparazione sul campo
Il percorso formativo, avviato lo scorso settembre, ha previsto complessivamente 400 ore, di cui 100 di attività teorica e 300 di tirocinio pratico, in linea con le direttive regionali stabilite dalla circolare dell’Assessorato alla Sanità della Regione Puglia. Al termine, i partecipanti sono stati sottoposti a una valutazione finale per il rilascio dell’attestato di idoneità, ai sensi dell’articolo 96 dell’Accordo Collettivo Nazionale per i Medici di Medicina Generale.
Durante il corso sono state approfondite le principali aree cliniche e operative che caratterizzano l’attività del medico del 118, dalla gestione avanzata delle vie respiratorie allo shock cardiogeno, dalle manovre di rianimazione cardiopolmonare al politrauma, fino alle emergenze pediatriche, ostetriche e agli aspetti medico-legali. Il tirocinio si è svolto a bordo dei mezzi di soccorso, nei reparti ospedalieri di ASL Foggia e presso la Centrale Operativa 118, per acquisire competenze cliniche, organizzative e decisionali.
L’investimento sul sistema emergenza-urgenza
“Con la formazione orientata alla pratica clinica investiamo in modo concreto sulla qualità del servizio di emergenza territoriale”, spiega Antonio Nigri, Direttore generale di ASL Foggia. “Il medico del 118 è chiamato a operare in contesti complessi, spesso in condizioni critiche e con tempi di intervento ridottissimi: per questo è fondamentale garantire una preparazione solida, aggiornata e multidisciplinare. Il corso non rappresenta soltanto un momento formativo, ma un investimento strategico sul sistema dell’emergenza-urgenza. Medici adeguatamente formati garantiscono maggiore sicurezza per i cittadini, maggiore efficacia degli interventi sul territorio e una migliore integrazione tra soccorso pre-ospedaliero, Centrale Operativa e strutture sanitarie”.









