Il 6 di gennaio celebra l’Epifania, una ricorrenza a carattere universale ma con significati e forme diverse a seconda dei contesti culturali e religiosi. La chiesa cattolica pone l’accento sui Re Magi; quella orientale è caratterizzata dal battesimo di Gesù nel Giordano. È una festa universalistica nel suo significato profondo perché annuncia la rivelazione di Gesù a tutti i popoli. Non ovunque è festa civile.
In Italia l’Epifania conclude simbolicamente e liturgicamente il ciclo delle festività natalizie, con l’arrivo dei tre Re Magi, sapienti venuti da lontano guidati dalla Stella cometa. Rappresentano l’universalità della salvezza, incarnano la ricerca dell’uomo verso la verità e la luce. Portano ciascuno un dono dal forte valore simbolico: l’oro, per la regalità di Cristo; l’incenso, per la sua divinità; la mirra, per la sua umanità e il sacrificio futuro.
Sono gli ultimi personaggi ad aggiungersi ai presepi preparati per l’occasione. Manfredonia ha una sua eccellente tradizione nell’ambientare l’atmosfera natalizia nei presepi creati da artigiani che fanno capo ad associazioni che predispongono straordinarie mostre di presepi.
Nel linguaggio popolare italiano, all’Epifania è associata la Befana, mitica figura con radici nei riti agricoli precristiani. Rappresenta il tempo che passa, la vecchina che porta doni semplici ai bambini buoni, cenere e carbone per quelli capricciosi. Aveva un carattere educativo e morale.
Con l’evolvere dei tempi, delle culture, dei costumi, è stata soppiantata da Babbo Natale. Avanza la americanizzazione dei costumi, il Natale diventa sempre più festa familiare e commerciale. Il passaggio dalla Befana e Babbo Natale determina trasformazioni sostanziali: dalla società contadina a quella industriale e dei servizi; dalla festa comunitaria a quella domestica e privata; dall’attesa simbolica a quella anticipata e consumistica; dal dono modesto al regalo impegnativo e personalizzato.
La Befana tuttavia resiste nell’immaginario come tradizione identitaria, come simbolico patrimonio culturale, riferimento di una trasformazione sociale profonda. La Befana ricorda il passato, Babbo Natale il presente (e il futuro?). Manfredonia si inserisce in questo intermezzo per presentare il Natale (anche) come vetrina, evento da consumare intensamente, attingendo alla tradizione così come andatasi evolvendo. Una città che vuole barcamenarsi tra i fasti di un turismo dai tanti problemi e la realtà popolare che reclama i suoi riti. Luci e agiatezza, opacità e povertà.
Forse più che in altra circostanza, affiora una contraddizione che non può essere ignorata: accanto all’abbondanza esibita, si muove una realtà fatta di famiglie che faticano ad arrivare a fine mese, di anziani soli, di nuove povertà legate alla precarietà e all’emarginazione. Un profilo in ombra recentemente portato in evidenza da iniziative del welfare comunale. Uno spaccato dal quale emerge vigoroso il supporto di parrocchie, associazioni, gruppi informali che durante le festività, ma non solo, offrono ascolto e presenza. Una schiera assortita che non fa rumore ma si adopera per portare sollievo e conforto.
In questo contesto si segnala per la modalità realistica e continuativa, di condivisione silenziosa, prossimità concreta, l’associazione di volontariato del SS Redentore con la Casa famiglia “don Mario Carmone” che tra le attività quotidiane, assicura la mensa a 50 bisognosi grazie anche al supporto spontaneo offerto da ristoranti, pizzerie, supermercati, nonché da privati benefattori. Qui il Natale, l’Epifania non sono una eccezione, ma il normale quotidiano tran-tran. Pari impegno e sussidio assicurano la Caritas diocesana e gruppi spontanei, un volontariato diffuso che agisce senza chiedere visibilità.
L’Epifania dovrebbe tornare a essere, anche a Manfredonia, un momento di bilancio collettivo: cosa resta quando le luci si spengono e i pacchi si svuotano? Restano le persone, con le loro fragilità. Restano le mani che aiutano e quelle che chiedono aiuto. È lì, in quello spazio spesso invisibile, che il Natale e l’Epifania ritrovano il loro significato più autentico.











