Da spazio abbandonato e degradato a motore di integrazione, lavoro e legalità. L’ex Macello comunale di San Severo è pronto a trasformarsi in un centro multifunzionale grazie al progetto “Il Mosaico di San Severo”, avviato nel 2018. Dopo anni di lavori, la struttura è prossima alla piena operatività: i cantieri sono in fase di chiusura e prende avvio la fase di coinvolgimento di beneficiari, stakeholder e imprese agricole.
Inclusione e lavoro al centro del progetto
Il complesso, esteso su 6mila metri quadri di cui 2mila coperti, ospiterà 52 posti letto per accoglienza temporanea fino a 24 mesi secondo il modello dell’housing first, oltre a un capannone per la trasformazione agroalimentare, uno store con canali e-commerce, una sala ristorazione, aule formative, orti urbani e spazi verdi. Un modello che punta a inserire nel mondo del lavoro migranti regolari e cittadini in condizioni di disagio, con particolare attenzione al contrasto del caporalato.
Il primo focus group con stakeholder e associazioni
Il 9 settembre 2025 si terrà il primo focus group di valutazione d’impatto preventiva, condotto da NeXt – Nuova Economia per Tutti APS ETS. L’incontro, che si svolgerà online dalle 17:30 alle 19:30, sarà rivolto a rappresentanti del mondo agricolo, sindacale, del terzo settore e della formazione, insieme ad associazioni e istituzioni territoriali.
L’obiettivo è duplice: preparare gli assi strategici di co-progettazione per la gestione delle attività e definire una valutazione d’impatto previsionale delle progettualità. Il confronto sarà fondamentale per costruire una filiera etica basata su contratti regolari, rispetto del CCNL e tracciabilità delle produzioni, fino alla creazione di un marchio etico territoriale.
Dal ghetto all’autonomia: un modello replicabile
“Il Mosaico” affonda le sue radici nell’esperienza avviata nel 2018 con il sostegno di progetti di prossimità nei ghetti e negli insediamenti informali. Oggi, con il contributo del PNRR e del PON Legalità, si candida a diventare un pilastro nella strategia di superamento delle baraccopoli, insieme a Casa Sankara e Torretta Antonacci, e un modello replicabile in tutta Italia.
L’obiettivo è chiaro: trasformare un problema in una risorsa, restituendo dignità a chi lavora nei campi e valore al territorio, facendo dell’ex Macello un cuore pulsante di legalità, lavoro e inclusione sociale.













