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Home - “Pagelle” di fine anno per la Giunta La Marca a Manfredonia: Brigida boccia quasi tutti, salvo due assessore

“Pagelle” di fine anno per la Giunta La Marca a Manfredonia: Brigida boccia quasi tutti, salvo due assessore

L'ex commissario di Azione, Gaetano Brigida, lancia la sua pagella semiseria sull’operato della giunta comunale: tra ironia e stoccate, salva solo Valente e Valentino. Per il resto, una classe politica da rimandare a settembre

Di Redazione
30 Giugno 2025
in Manfredonia, Politica
Giunta La Marca

Giunta La Marca

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Giugno, si sa, è il mese dei bilanci. E Gaetano Brigida, già commissario di Azione a Manfredonia e oggi vicino ai movimenti civici dell’area riformista, sceglie il linguaggio della scuola per giudicare un anno di amministrazione La Marca. Nasce così un’analisi ironica ma tagliente, in forma di pagella, che non risparmia critiche e bocciature, con qualche rara sufficienza guadagnata sul campo.

La Marca “non pervenuto”: il sindaco che non incide

Il primo della classe, per forza di ruolo, sarebbe Domenico La Marca, ma secondo Brigida è tutto fuorché un leader. Descritto come un “predicatore in vernacolo”, viene definito corretto e onesto, ma privo di visione politica, incapace di scegliere e di guidare. “Non partecipa abbastanza”, dice Brigida, come una nota disciplinare scritta nel diario. L’accusa più pesante? Essere stato “tradito prima che il gallo cantasse tre volte”, riferimento amaro al Venerdì Santo che ha segnato il punto più basso della sua leadership. Il giudizio è netto: “non pervenuto”.

Francesco Schiavone, tra rotatorie e troppe deleghe

Più deciso e visibile, ma con risultati ritenuti insufficienti, Francesco Schiavone viene dipinto come il “veterano”, uno che detta la linea e accorpa visibilità, ma che alla fine produce poco. L’assessore alle Opere Pubbliche viene criticato per un bilancio povero, interventi stradali minimi e per la perdita del contributo ministeriale sul Carnevale. Giudizio: positivo, ma con riserva. “Deve decidere se fare l’astronauta o il calciatore”, punge Brigida.

Mansueto, Simone, Delle Rose e Gentile: le insufficienze

È un j’accuse senza appello quello rivolto a Giovanni Mansueto, “l’assessore delle sentenze e delle occasioni mancate”, accusato di chiudere al dialogo e di non aver fatto passi avanti su urbanistica, edilizia popolare e abbattimento delle barriere architettoniche. Il suo operato sarebbe scollegato dalla realtà e utile solo “agli avvocati amici”.

Cecilia Simone, al Bilancio, viene vista come “fuori indirizzo”, più portata per le lettere che per la matematica. Tra gaffe in aula e difficoltà con i numeri, il giudizio è “dolcemente impreparata”.

Ancora più netta l’insufficienza per Sara Delle Rose, considerata “presente in organigramma, assente nella realtà”. Silenziosa, invisibile, chiusa nel minimo sindacale e incapace di imprimere una direzione alle deleghe affidatele. “Non disturba, ma nemmeno convince”.

Matteo Gentile si becca una valutazione sospesa. Ha deleghe importanti ma è ritenuto ancora troppo focalizzato su eventi di facciata, feste e sagre. “Serve meno presenza alla lavagna e più risultati nei compiti a casa”, commenta Brigida, lasciando aperta la possibilità di un futuro riscatto.

Promosse Valente e Valentino: concretezza e idee

Le uniche due promozioni piene vanno a Maria Teresa Valente e Maria Rita Valentino. La prima, definita “concreta e determinata nel cambiamento”, si è distinta per un lavoro silenzioso ma incisivo nel welfare, nella cultura e nei diritti civili. Dalla candidatura delle Stele Daunie all’UNESCO alla riapertura del LUC, l’assessora ha costruito “una base solida” da cui ripartire.

Valentino, che ha recentemente acquisito la delega all’ASE, viene invece apprezzata per l’efficacia nei primi interventi: dalla sostituzione dei mastelli per la raccolta differenziata alle nuove isole ecologiche informatizzate, passando per un’attività organizzativa giudicata “sorprendente” rispetto alle risorse disponibili. Per lei, il giudizio è “positivo”, con l’augurio che continui a crescere senza farsi distrarre.

Una giunta che non studia abbastanza

Nel complesso, il documento firmato da Gaetano Brigida suona come una sveglia per un’amministrazione definita “in perenne apnea”, bloccata da contraddizioni interne e da una mancanza di visione comune. E se a scuola qualche insufficienza può aiutare a crescere, in politica — avverte l’ex commissario di Azione — le pagelle si leggono tra i marciapiedi dissestati e i servizi che non funzionano. E lì, qualcuno rischia davvero di essere rimandato.

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Tags: Brigidala marcaManfredonia
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