Dopo la cattura di Marco Raduano e Gianluigi Troiano quali sono i latitanti della provincia di Foggia tuttora ricercati? Nella lista rimangono in tre, due foggiani e un cerignolano.
Spicca su tutti il nome di Olinto Bonalumi, il “Lupin” di Foggia, specializzato nei furti in banca. L’uomo, 64 anni, deve scontare la bellezza di 13 anni, 4 mesi e 11 giorni di reclusione per un cumulo pene, ma di lui non si hanno più notizie da gennaio 2021, quando fu firmato un ordine di carcerazione nei suoi confronti. Tra i reati contestati, il furto da 5 milioni e 300mila euro avvenuto la notte del primo maggio 2009 nel caveau della ditta NP Service che si trova al villaggio artigiani, periferia di Foggia. Bonalumi era ritenuto dagli inquirenti la mente dell’organizzazione.
Su “Lupin” grava anche una condanna per corruzione e tentata concussione ai danni di appartenenti a forze dell’ordine per il progetto di furto, ad ottobre 2011, ai danni del caveau della Banca d’Italia di Ancona. Altri 7 anni riguardano invece l’assalto ad un blindato avvenuto addirittura nel 1995 sulla A14 all’altezza di Ascoli Piceno.
Ma non è tutto, di recente è stato condannato in primo grado a 13 anni nel processo “Goldfinger” per il colpo milionario del marzo 2012 all’ex Banco di Napoli di piazza Puglia a Foggia.
Ma c’è un latitante che supera Bonalumi in quanto a “longevità”. È un fantasma da novembre 2020 Leonardo Gesualdo detto il “Vavoso”, sfuggito in quei giorni alla maxi operazione contro la mafia foggiana “Decimabis”. L’uomo, 37 anni, è ritenuto affiliato ai clan della “Società Foggiana”, in particolare alla batteria Moretti-Pellegrino-Lanza. Nel processo che ne è scaturito, Gesualdo è stato condannato a 12 anni di reclusione in primo grado.
Infine, ecco un cerignolano, il 55enne Vincenzo Fratepietro detto “Enzo Cerottino”, coinvolto nel 2023 nell’operazione “Cocktail” contro il narcotraffico a Cerignola, e “Game Over” sul business della mafia foggiana sempre nel mondo della droga.










