Tempo di condanne per il “Lupin” di Foggia, Olinto Bonalumi. Ma c’è un dettaglio, l’uomo, 63 anni, è latitante da oltre due anni e mezzo.
Si è chiuso nelle scorse ore il processo “Goldfinger” per il colpo da film all’ex Banco di Napoli di Piazza Puglia, oggi Intesa San Paolo. Tredici anni di galera a Bonalumi, mente dell’organizzazione che contava anche romani, marchigiani e torinesi.
Inflitti in primo grado oltre 60 anni di reclusione in totale, ma ci sono anche tre assoluzioni e sei prescrizioni. Vari i reati contestati: associazione per delinquere, furto da 15 milioni di euro tra contanti e preziosi sottratti dal caveau delle cassette di sicurezza dalla banca tra il 9 e 11 marzo 2012, tentato furto nel caveau delle due gioiellerie del gruppo Sarni al centro commerciale Mongolfiera, riciclaggio di parte del bottino del maxi-colpo in banca, calunnia a alcuni dei presunti ladri, ricettazione di telefonini e merce varia; favoreggiamento, violazione privacy, interruzione comunicazioni tra sistemi telematici.
Bonalumi, ritenuto tra i responsabili del furto in banca e di quello fallito nelle gioiellerie, è stato invece assolto dall’accusa di associazione per delinquere.
Il 63enne è ricercato dal gennaio 2021 perché deve scontare 13 anni, 4 mesi e 11 giorni per il furto da 5 milioni al caveau della “Np service” di Foggia e per un colpo analogo sventato ad Ancona. Nel suo curriculum anche l’assalto ad un blindato negli anni ’90.
Le altre condanne
Otto anni a Federico De Matteis, sei anni a testa alle guardie giurate Gennaro Rendine e Domenico Di Sapio. 5 anni e 8 mesi ai romani Stefano Virgili, Vincenzo Facchini e Franco Papa. 5 anni ad Antonio Caputo, Venturo Ricchiuti Patrizia Di Biase e Corrado Folchino.
Assolti Paolo Izzi, Ruggiero Racano e Leonardo Cericola. Prescrizione per Vincenza D’Alessandro, Gianluca Contini, Fabrizio Di Stefano, Pasquale Amicarelli, Stefano Armellini e Paolo Natali.
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