Con l’arrivo delle prime ondate di calore che stanno investendo la provincia di Foggia, la FP CGIL Foggia torna a porre l’attenzione sulle condizioni di lavoro degli operatori impegnati nei servizi ambientali e nella raccolta dei rifiuti.
Il sindacato ha diffidato le aziende pubbliche e private del settore e ha rivolto un appello ai sindaci della Capitanata affinché vengano attivati tavoli comunali permanenti dedicati alla sicurezza dei lavoratori esposti alle alte temperature.
L’appello ai sindaci della Capitanata
Al centro della richiesta c’è il pieno rispetto dell’ordinanza regionale numero 321 del 29 maggio 2026, che vieta le attività lavorative all’aperto dalle 12.30 alle 16 nei giorni in cui la piattaforma Worklimate di Inail e Cnr segnala un livello di rischio elevato per stress termico.
Secondo la FP CGIL, per garantire un’applicazione uniforme della misura è necessario il coinvolgimento diretto delle amministrazioni comunali, che rivestono un ruolo fondamentale sia come autorità sanitarie locali sia come enti committenti dei servizi di igiene urbana.
“Una questione di civiltà”
Il segretario generale della FP CGIL Foggia, Angelo Ricucci, invita sindaci e assessori competenti ad aprire un confronto strutturato sul tema.
“La tutela delle lavoratrici e dei lavoratori che raccolgono i nostri rifiuti e spazzano le nostre strade sotto un sole accecante e su asfalti roventi non è un mero adempimento burocratico. È una grande questione di civiltà e di attenzione al territorio”, afferma.
Per il sindacato è necessario che le società che gestiscono il servizio presentino piani specifici contro lo stress termico, indicando modalità e tempi per la rimodulazione dei turni durante le giornate più critiche.
Le proposte del sindacato
Tra le misure suggerite dalla FP CGIL figura l’anticipazione delle attività di raccolta porta a porta e dello spazzamento alle prime ore del mattino oppure il trasferimento di parte dei servizi nelle fasce serali e notturne.
Una riorganizzazione che, sottolinea il sindacato, dovrà avvenire senza alcuna penalizzazione economica per i lavoratori.
Viene inoltre chiesto un monitoraggio costante delle condizioni dei mezzi utilizzati dagli operatori, con particolare attenzione agli impianti di climatizzazione dei veicoli.
Secondo la FP CGIL, i mezzi privi di adeguata refrigerazione dovrebbero essere immediatamente fermati per evitare che le cabine di guida si trasformino in ambienti pericolosi per la salute degli addetti.
Acqua, zone d’ombra e integratori
Tra le ulteriori richieste avanzate alle aziende figurano la predisposizione di punti di ristoro, la disponibilità costante di acqua potabile e la distribuzione di integratori salini alle squadre operative impegnate nei turni più impegnativi.
L’obiettivo è ridurre il rischio di malori e problemi legati all’esposizione prolungata alle alte temperature.
“Pronti a segnalare le inadempienze”
Ricucci evidenzia la disponibilità del sindacato a collaborare con le amministrazioni locali per individuare soluzioni condivise, ma avverte che la FP CGIL continuerà a monitorare attentamente la situazione.
“Continueremo a fare il nostro mestiere vigilando senza sosta, pronti a collaborare attivamente con le amministrazioni per trovare soluzioni concrete, ma altrettanto fermi nel segnalare agli organi competenti le realtà aziendali che dovessero mostrare inerzia davanti a un rischio così grave”, conclude.
Il sindacato auspica ora una risposta rapida da parte dei sindaci della provincia, nella convinzione che la tutela della salute dei lavoratori debba rappresentare una priorità condivisa da istituzioni, aziende e parti sociali.









