Condanne di primo grado nel processo “Decimabis” alla mafia foggiana. Il Tribunale di Foggia ha inflitto un totale di 130 anni di reclusione a coloro che scelsero il rito ordinario: 15 anni a Vincenzo Antonio Pellegrino detto “Capantica”, nome storico della criminalità di Foggia e braccio destro del boss Rocco Moretti, capo della batteria Moretti-Pellegrino-Lanza.

13 anni a Felice Direse, 12 anni a Leonardo Gesualdo “il vavoso” (che però è latitante), 11 anni a Savino Ariostini alias “Nino 55”, Mario Clemente, Michele Morelli detto “Pacc e cul”, Giuseppe Perdonò detto “Scarafone”, Massimiliano Russo, Ciro Stanchi e Pietro Stramacchio. Infine, 9 anni ad Alessandro Morena e 4 a Marco Gelsomini. Associazione mafiosa ed estorsioni i principali reati contestati agli imputati.
Altre persone beccate in “Decimabis”, maxi operazione del 2020, sono già state condannate lo scorso anno con rito abbreviato a Bari dove i giudici inflissero circa due secoli di galera a boss e affiliati dei Moretti e delle altre due batterie, i Sinesi-Francavilla e i Trisciuoglio-Prencipe-Tolonese.
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