“Ho avanzato formale richiesta al giudice, alla procura della Repubblica e al presidente del tribunale di Foggia di consentire la celebrazione di questo processo in un’aula adeguata e in condizioni di sicurezza”. Lo afferma Michele Sodrio, avvocato di Francesco Cannone, il giovane di Carapelle accusato di aver causato la morte di Camilla Di Pumpo, la 25enne foggiana morta a gennaio 2022 in un incidente stradale in via Matteotti.
“Ho fatto presente che un processo di questo interesse e di questa rilevanza, anche presso l’opinione pubblica – prosegue Sodrio -, non può essere celebrato in un’aula di pochissimi metri quadrati, dove sono contemporaneamente presenti numerose persone e con una tensione fortissima e palpabile. Io stesso e anche qualche mio collaboratore siamo stati oggetto di pesanti ingiurie e atteggiamenti intimidatori poco prima della scorsa udienza del 18 dicembre scorso e anche dopo! Senza contare la gogna social che va avanti da mesi”.
E ancora: “Per quanto mi riguarda, ci passo sopra perché comprendo il dolore e la rabbia dei parenti e degli amici. Per non alimentare tensioni ho letteralmente vietato ai miei clienti di essere presenti in aula, divieto che non intendo più opporre e quindi è molto probabile che alla prossima udienza dell’8 gennaio gli imputati vogliano assistere di persona alle discussioni delle parti. E cosa accadrà quando dovrò esporre in aula le ragioni a favore dei miei clienti? La giustizia va celebrata in luoghi adeguati, soprattutto quando si tratta di processi a forte impatto emotivo, come questo”.
Poi conclude: “Pur nella carenza di aule, abbiamo comunque degli ambienti più ampi e più adatti e spero che il mio appello venga accolto dall’autorità competente, compresa la richiesta di una minima presenza di forze dell’ordine. Che sia fatta giustizia, ma pretendo che vi siano le condizioni minime per svolgere la mia funzione”.
Ricordiamo che nella scorsa udienza, il pm Galli ha contestato due nuove aggravanti per l’imputato: la prima è quella di essersi dato alla fuga dopo l’incidente, che eleva la pena da un terzo a due terzi, e comunque non inferiore a cinque anni. La seconda è quella di aver indotto in errore i pubblici ufficiali che rilevarono le generalità del conducente al fine di conseguire l’impunità dal reato di omicidio stradale. Sodrio ha chiesto termini a difesa e il processo è stato rinviato all’8 gennaio 2024. Si andrà invece a dibattimento per il padre di Cannone e i due ragazzi che erano con lui in auto.
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