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Home - “House of Gianni”: ci si mette pure il vescovo, i cittadini: “Pensi alla chiesa”. Di Staso: “Io finito nel tritacarne”

“House of Gianni”: ci si mette pure il vescovo, i cittadini: “Pensi alla chiesa”. Di Staso: “Io finito nel tritacarne”

Di Francesco Pesante
8 Settembre 2023
in Politica
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La crisi di Manfredonia è finita anche sulla stampa nazionale dopo il dietrofront di due consiglieri comunali che hanno salvato il sindaco Gianni Rotice dalla caduta. Il caso è stato ripreso da Il Fatto Quotidiano che ha citato l’Immediato per la vicenda di Adriano Carbone, il politico imputato nel processo contro il clan mafioso garganico Lombardi-Scirpoli-Raduano. Carbone prima si è dimesso strategicamente, poi ha fatto saltare il banco revocando la decisione e promettendo chance governative persino ai membri dell’opposizione.

Alla fine dei giochi, coloro che hanno revocato le dimissioni sono tre, Adriano Carbone, Vincenzo Di Staso e Marco Di Bari. La stranezza è che hanno ritirato delle dimissioni mai protocollate. Carbone ha quasi fatto decadere tutti gli oppositori del sindaco, quelli della minoranza e i sopravvissuti di Forza Italia che hanno rischiato di protocollare le dimissioni mentre in Comune c’era già la sua revoca pronta a scattare per farlo rientrare in Consiglio, silurando in un colpo solo i rivali politici del sindaco. Infatti, se per un qualsiasi motivo fosse stato lui il tredicesimo firmatario, visto che due consiglieri di minoranza erano fuori Manfredonia, avrebbe fatto cadere gli altri 12.

Nel frattempo, ieri ci sarebbe stato un incontro tra il sindaco Rotice, il parlamentare Giandiego Gatta, Carbone e Di Staso. Ignoto il motivo del confronto, ma Di Staso dovrebbe restare a sostegno del primo cittadino, lasciando dunque Forza Italia, mentre l’altro azzurro Di Bari passerebbe all’opposizione insieme a Liliana Rinaldi e Angelica Ciuffreda. La minoranza sarebbe quindi costituita da nove consiglieri più tre di Forza Italia. Gatta ha però smentito seccamente a l’Immediato: “Smentisco categoricamente di essermi incontrato con il sindaco, Carbone e Di Staso. Ieri sono tornato da Roma e ho avuto un incontro con il direttivo di Forza Italia e i consiglieri di FI Marco Di Bari, Liliana Rinaldi e Angelica Ciuffreda. Nessun altro incontro”.

Rotice avrebbe dunque i numeri per governare, ma sarebbero risicatissimi. Al momento non ha nemmeno il vicesindaco, né l’assessore al Personale. Anche la soluzione del rimpasto sembra piuttosto complicata viste le difficoltà – già riscontrate in passato – a trovare personalità di rilievo per la sua disastrata giunta.

Intanto Di Staso, ormai ex capogruppo forzista, ha smentito sui social le voci di pressioni familiari per salvare Rotice dalla caduta. “Ci sono persone che dicono e fanno cose senza badare alle conseguenze di queste azioni, al dolore ed alla sofferenza che provocano agli affetti più cari – ha scritto postando un selfie di famiglia -. Tutto viene trascinato nel tritacarne, ferendo anche i sentimenti più intimi, quelli più profondi. Presto tornerà il sereno e torneremo a sorridere perché la vostra felicità è la mia unica ragione di vita”.

Chiesa&Politica

A peggiorare la situazione ci sta pensando un improvvido vescovo Franco Moscone che con il suo intervento successivo alla crisi ha servito un assist delizioso all’imputato Carbone il quale ha subito strumentalizzato le parole del prelato: “Il vescovo Moscone ha fatto un appello all’unità”, ha detto in un audio whatsapp per convincere la minoranza a ritirare le dimissioni.

“Adesso – ha affermato Moscone a ilfattoquotidiano.it – si è aggiunta anche la crisi politica del Comune di Manfredonia. Era prevedibile, c’erano segnali, ma così improvvisamente non me l’aspettavo. Anche questo va ad aggiungere disagio. Io spero che il buonsenso faccia ripensare qualcheduno, ma staremo a vedere e cercheremo di fare la nostra parte, sollecitando perlomeno le coscienze e dicendo che la politica è un atto di carità, non è servizio privato o interesse di parte”.

E ancora: “Questo è un territorio che fondamentalmente ha bisogno di lavoro come del pane e dell’acqua, altrimenti veramente muore nelle mani della malavita organizzata, delle varie mafie o della quarta mafia, come si chiama qui, del Foggiano, del Gargano. La mancanza di sicurezza sui luoghi di lavoro c’è ovviamente nel settore agricolo, ma non solo. È un territorio dove esistono, a mio giudizio, due geografie cittadine: ci sono le città ufficiali e poi ci sono i ghetti degli extracomunitari più o meno legali che vivono e che poi sono la forza lavoro del nostro territorio per l’agricoltura, ma anche in parte per altri servizi compresi quelli turistici”. Moscone ha parlato di mancanza di sicurezza sul lavoro, tema per il quale il sindaco è indagato per omicidio colposo dopo la morte di un suo dipendente. Questo lo ricorda il vescovo?

Il prelato ha ricevuto diverse critiche in un forum web di un sito manfredoniano: “Un’ingerenza indegna! Lo capisce pure un bambino che sta facendo pressioni su Forza Italia e su Giandiego Gatta. Dopo l’entrata a gamba tesa dell’altro ieri ecco la ciliegina. Si preoccupi delle chiese sempre più vuote e del prelato accusato in città di aver fatto avance con palpeggiamenti ad un ragazzo”.

Un altro utente: “Invece di occuparsi di politica si occupi della chiesa. Si occupi di vedere nella sua casa. Si occupi di chi ha subito violenze gratuite da parte di chi dovrebbe proteggerli. Si dimetta anche lei”.

“Vescovo, al posto di fare politica attiva, con tanto di schieramento, pensi a fare le preghiere e a far aprire le mense per i poveri. Fai arrivare i soldi dal Vaticano che ne ha tanti. Dio è contro la politica”. (In alto, Rotice e Moscone; foto Saverio De Nittis)

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Tags: Manfredonia
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