“Le mafie si combattono colpendo le casse dei clan”. Così la presidente della commissione Antimafia, Chiara Colosimo, in un’intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno in occasione della visita della commissione a Foggia. “La nostra presenza qui – spiega -, in questa terra bellissima e martoriata, sta a testimoniare l’importanza che ha per la commissione il contrasto ai fenomeni mafiosi nella provincia di Foggia. Una realtà per troppo tempo sottovalutata, che va contrastata perche’ nessuno puo’ permettersi di sfidare lo Stato”.
Nella lotta alla criminalità – rimarca Colosimo – “sicuramente bisogna partire da un concetto semplice, ma spesso dimenticato: la presenza forte dello Stato è il migliore deterrente a qualsiasi fenomenologia criminale. Le forze dell’ordine stanno facendo un lavoro straordinario, con tutti i mezzi disponibili per strappare questa terra alla malavita, che agisce con la complicità di una fetta di quella stessa società che alla fine impoverisce e terrorizza. Io sono convinta che per combattere la mafia bisogna aggredire quella ‘cassa comune’ che permette alle società criminali di sopravvivere”. E sulle norme sugli ‘impresentabili’ Colosimo osserva: “Come ho già avuto modo di ricordare su alcuni temi bisogna essere irreprensibili. Voglio ribadire un concetto per me fondamentale: non esiste niente di peggio di un politico che finisce in un’indagine per mafia. Ma, allo stesso tempo, non mi convince la gogna tardiva. Vorrei arrivare progressivamente all’utilizzo del controllo preventivo sempre, e per tutti, sulle candidature. Non credo sia utile dichiarare gli impresentabili a campagna elettorale finita. Voglio dare la possibilità ai partiti di poter vagliare e scegliere prima i possibili candidati”. (Agi)










