Si riaccende l’attenzione sull’ex sito I.A.O. di Giardinetto, nel territorio di Troia, considerato dalle associazioni firmatarie una delle principali emergenze ambientali della Capitanata. Nove realtà ambientaliste e civiche hanno presentato una formale istanza di accesso alle informazioni ambientali per ottenere l’intero fascicolo amministrativo, tecnico e sanitario relativo agli interventi di messa in sicurezza d’emergenza dell’area.
L’istanza è stata indirizzata al Comune di Troia, in qualità di stazione appaltante, e a tutti gli enti competenti. A sottoscriverla sono Casa della Salute e dell’Ambiente, Pro Natura, Club Alpino Italiano di Foggia, ISDE Medici per l’Ambiente, La Società Civile, Legambiente Circolo Gaia Foggia, LIPU Capitanata, Touring Club Italiano – Club di Territorio di Foggia – e WWF Foggia.
Sotto osservazione il progetto finanziato dal PNRR
Al centro della richiesta c’è il progetto di messa in sicurezza e bonifica dell’ex sito industriale, finanziato attraverso il Programma “Siti Orfani” del PNRR con un investimento complessivo di 48 milioni e 850 mila euro.
Di questi, circa 29 milioni sono destinati agli interventi di messa in sicurezza d’emergenza, mentre i restanti 19,8 milioni sono vincolati alla bonifica definitiva del sito.
Le associazioni chiedono di poter visionare tutta la documentazione relativa ai progetti esecutivi, alle eventuali varianti, ai cronoprogrammi dei lavori e ai monitoraggi ambientali, con particolare riferimento al controllo delle acque.
Preoccupazione per il rischio ambientale e sanitario
Tra i motivi dell’iniziativa vi è anche la posizione del sito, situato nelle vicinanze del torrente Sannoro, corso d’acqua che attraversa parte della Capitanata fino a sfociare nel Golfo di Manfredonia.
Secondo le associazioni, l’aumento degli eventi meteorologici estremi potrebbe incrementare il rischio di trascinamento a valle di materiali contaminati, con possibili ripercussioni sull’intero bacino idrografico.
Parallelamente è stata avanzata una richiesta ad AReSS Puglia, ASL Foggia e Università di Foggia per sapere se siano mai stati realizzati studi epidemiologici o attività di biomonitoraggio sulla popolazione residente nell’area.
Le organizzazioni ricordano che da tempo gli abitanti di Giardinetto segnalano un’incidenza ritenuta anomala di neoplasie e altre gravi patologie, pur precisando che allo stato non esiste alcun nesso di causalità scientificamente accertato con il sito contaminato. Per questo motivo richiamano il principio di precauzione, chiedendo approfondimenti indipendenti a tutela della salute pubblica.
La mobilitazione dopo il sollecito di un’attivista
L’iniziativa nasce anche in seguito al sollecito inviato il 19 giugno scorso da Grazia Manna, attivista di Troia che da oltre tredici anni segue la vicenda dell’ex I.A.O.
Secondo quanto riferiscono le associazioni, il Comune di Troia non avrebbe ancora risposto a una precedente richiesta di accesso documentale e di accesso civico presentata dalla stessa Manna, nonostante il decorso dei termini previsti dalla legge.
Da qui la decisione delle nove organizzazioni di sostenere pubblicamente la battaglia dell’attivista e di promuovere un’azione congiunta per ottenere piena trasparenza sull’iter della bonifica.
In una nota congiunta, le associazioni affermano che non saranno tollerati ulteriori ritardi o rallentamenti e assicurano che continueranno a vigilare sull’intero procedimento fino al completamento degli interventi di risanamento ambientale.













