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Home - Narcotraffico in Molise gestito da sanseveresi, scatta il processo “White Beach”. C’è chi rischia fino a 20 anni

Narcotraffico in Molise gestito da sanseveresi, scatta il processo “White Beach”. C’è chi rischia fino a 20 anni

Di Redazione
3 Luglio 2023
in Cronaca
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Si è aperta davanti al giudice Veronica D’Agnone al tribunale di Campobasso l’udienza preliminare per la maxi inchiesta sul traffico di droga in Molise “White Beach”, indagine coordinata dalla Direzione distrettuale Antimafia e che il 5 ottobre 2022 portò all’esecuzione di 18 misure cautelari (a carico di molisani e pugliesi). Lo riporta Ansa. Una quarantina le persone coinvolte a vario titolo, alcune di loro sono difese dagli avvocati Nicolino Cristofaro e Roberto D’Aloisio. Tra i reati contestati c’è l’associazione a delinquere finalizzata allo spaccio e alcune delle persone coinvolte rischiano pene fino a 20 anni di reclusione. Circa la metà degli imputati ha optato per il rito abbreviato, altri per il rito ordinario. Il giudice deciderà sull’ammissione al rito alternativo e sui rinvii a giudizio nella prossima udienza fissata per l’11 settembre.

L’uomo che era considerato a capo dell’organizzazione, il 44enne di San Severo, Lorenzo Russi si trova rinchiuso nel carcere di Melfi e ha partecipato all’udienza collegato in videoconferenza dal penitenziario. L’operazione dello scorso autunno consenti di sgominare un traffico di droga tra il Foggiano e il Basso Molise: 700 gli episodi di spaccio documentati in tre anni, con indagini partite dall’arresto di un uomo, nell’estate 2019 a San Martino in Pensilis, trovato con 800 grammi di eroina. A capo dell’organizzazione c’era un incensurato di San Severo (Foggia) che da anni viveva a Campomarino (Campobasso).

Nelle carte si legge che sarebbe stato Russi ad aver “costituito, organizzato e promosso un’associazione per delinquere, finalizzata a commettere più delitti di vendita, offerta, cessione, detenzione a fini di spaccio e consegna a terzi di sostanza stupefacente del tipo cocaina, marijuana e hashish destinata alla commercializzazione nel territorio della provincia di Campobasso”. Meta privilegiata Campomarino Lido ma anche Termoli, Guglionesi e Sant’Elia a Pianisi, tutte piazze di spaccio ghiotte per l’organizzazione di narcotrafficanti.

Il gruppo “ha commerciato in sostanze stupefacenti a Campomarino Lido – si legge in ordinanza -, presso l’appartamento di residenza di Russi in via delle Gardenie, sede dell’associazione per delinquere”. Altri centri nevralgici dell’attività illecita sarebbero stati “l’abitazione di Leonardo Stalla, l’abitazione di famiglia di Vincenzo De Chiara a Sant’Elia a Pianisi e il Bar ‘Honky Tonk’ di Guglionesi gestito da Gianfranco Ludovico e Antonella Leone, immobili adibiti a punto di vendita al dettaglio in favore di acquirenti per mezzo di una rete di spacciatori diffusa tra Campomarino, Guglionesi, Termoli e Sant’Elia a Pianisi”.

Chi non pagava veniva minacciato pesantemente: dalle intercettazioni sono emerse intimidazioni nei confronti di persone “insolventi per debiti contratti con il sodalizio capeggiato da Russi. Partite di sostanza stupefacente ritirate e non pagate”. Così Russi in una conversazione captata: “Se ti devo spaccare il muso io, dimmelo, perché la prossima volta come ti vedo ti schiaffo sotto con la macchina!”.

All’operazione presero parte circa 200 militari dell’Arma dei Carabinieri dei comandi provinciali di Campobasso e Foggia, coadiuvati nell’esecuzione di 18 misure cautelari e 41 perquisizioni, di 10 unità cinofile della Legione Carabinieri Abruzzo e Molise, Puglia e Campania e 2 unità cinofile della Guardia di Finanza di Campobasso.

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