Le vittime degli incidenti stradali in Puglia continuano a diminuire, ma la provincia di Foggia resta quella con l’indice di mortalità più alto della regione. È quanto emerge dal Rapporto sull’incidentalità stradale 2025 elaborato dal Centro Regionale di Monitoraggio e Governo della Sicurezza Stradale (CReMSS) di ASSET, sulla base dei dati raccolti dagli organi rilevatori nell’ambito dell’indagine Istat.
Nel 2025 sulle strade pugliesi si sono registrati 11.249 incidenti con lesioni alle persone, in aumento del 2% rispetto all’anno precedente. Nonostante il lieve incremento dei sinistri, gli incidenti mortali sono scesi a 177 (-19,9%) e le vittime sono diminuite da 241 a 190, con un calo del 21,2%. I feriti sono invece aumentati dell’1,2%, attestandosi a 17.217.
Foggia resta la provincia più letale
La provincia di Foggia ha registrato 1.441 incidenti, con 42 vittime e 2.434 feriti. Pur facendo segnare una riduzione dei decessi del 22,2% rispetto al 2024, continua a detenere il primato negativo dell’indice di mortalità provinciale, pari a 2,9 morti ogni 100 incidenti.
La Città metropolitana di Bari resta il territorio con il maggior numero assoluto di sinistri (4.107), seguita da Lecce (1.909), Taranto (1.637), Foggia (1.441), Brindisi (1.111) e Bat (1.044).
A livello comunale è proprio Foggia a registrare il maggior numero di incidenti mortali, con 11 episodi, davanti a Bari e Taranto (10), Cerignola (7), Andria e San Severo (6).
Fine settimana e ore notturne le più pericolose
L’analisi evidenzia che luglio è il mese con il maggior numero di incidenti e feriti, mentre agosto registra il più alto numero di vittime.
Particolarmente critico il fine settimana: sabato e domenica concentrano il 25,1% degli incidenti ma quasi il 40% dei decessi. La domenica, pur essendo il giorno con meno sinistri, presenta il più elevato indice di mortalità.
La fascia oraria più pericolosa resta quella compresa tra le 3 e le 6 del mattino, con 6,2 morti ogni 100 incidenti, quasi quattro volte la media regionale.
Velocità e distrazione tra le principali cause
Secondo il rapporto, la maggior parte degli incidenti avviene tra veicoli in marcia, mentre gli investimenti di pedoni sono l’unica tipologia che registra un aumento della mortalità.
Tra le principali circostanze presunte degli incidenti mortali emergono ancora una volta l’eccesso di velocità, la distrazione alla guida, il mancato rispetto delle precedenze e le manovre irregolari.
In crescita anche il coinvolgimento dei conducenti più giovani: gli incidenti che interessano ragazzi tra i 14 e i 17 anni aumentano del 12,2%, mentre quelli nella fascia 18-24 anni crescono del 6,2%.
Piemontese: “Non possiamo abbassare la guardia”
“Il calo delle vittime sulle strade pugliesi è un dato incoraggiante, che dimostra come investire nella sicurezza possa produrre risultati concreti, ma 190 vite spezzate in un anno restano un numero inaccettabile e ci ricordano che non possiamo abbassare la guardia”, ha dichiarato l’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità Raffaele Piemontese.
Sulla stessa linea il direttore generale di ASSET, Elio Sannicandro, che invita a proseguire con gli interventi di prevenzione e con le campagne di sensibilizzazione: “Velocità adeguata, attenzione, rispetto delle precedenze e rinuncia a ogni distrazione possono fare la differenza tra un viaggio sicuro e una tragedia”.
Nel frattempo ASSET continuerà le attività di educazione stradale nelle scuole con il progetto La strada non è una giungla e porterà avanti la campagna Al volante, il cellulare può aspettare, dedicata al contrasto dell’uso dello smartphone durante la guida.









