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Home - Mafia foggiana, 7 omicidi e un agguato fallito in un anno e mezzo. È riesploso l’odio tra le batterie

Mafia foggiana, 7 omicidi e un agguato fallito in un anno e mezzo. È riesploso l’odio tra le batterie

Di Francesco Pesante
22 Maggio 2023
in Inchieste
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C’è un filo che lega gli ultimi omicidi avvenuti a Foggia? È una delle domande degli investigatori dopo l’ennesimo agguato di sangue in città. Stavolta la vittima è eccellente perché si tratta di Salvatore Prencipe, 59 anni, detto “Piede veloce”, nome storico della batteria Trisciuoglio-Prencipe-Tolonese, coinvolto negli anni ’90 nel processo “Panunzio” e nei primi 2000 in “Double Edge” e “Poseidon”. Scarcerato nel 2015, sembrava uscito dal giro, ma probabilmente non era così.

L’uomo, giustiziato sotto casa sua in viale Kennedy con una fucilata in faccia, aveva precedenti di un certo rilievo: associazione mafiosa, traffico di droga e tentata estorsione. Nel 1999 sfuggì ad un agguato mentre si trovava in un bar di via Fania con gli amici Federico “lo zoppo” Trisciuoglio (morto pochi mesi fa dopo lunga malattia) e Leonardo “pastina” Piserchia. Un commando armato sparò all’impazzata ma i boss si salvarono. Ne fece le spese solo un povero anziano, Matteo Di Candia che era lì a festeggiare il suo onomastico. Il pensionato fu colpito e ucciso da un proiettile vagante. Trisciuoglio e Prencipe, lievemente feriti, continuarono a dominare la scena criminale a Foggia, alternando momenti di pace ad altri di guerra con le altre due batterie della città: i Moretti-Pellegrino-Lanza e i Sinesi-Francavilla. Piserchia, invece, venne ammazzato ad un mese dall’agguato in via Fania.

L’agguato del 1999 in via Fania

Quello di Prencipe è il primo omicidio in città del 2023 dopo la mattanza dello scorso anno. Difficile pensare che il boss sia stato ucciso per vecchie ruggini o per una vendetta lontana nel tempo, anche perché era libero da 8 anni. Forse voleva rientrare nel giro come provò a fare Giosuè Rizzi dopo una lunga detenzione? Qualcuno considerava la figura del boss ormai troppo ingombrante? Sta di fatto che a Foggia si allunga la scia di sangue partita al termine del 2021. Ma andiamo a ritroso: a fine novembre un ragazzino uccise Nicola Di Rienzo, mentre il 3 novembre, nel giorno del suo 50esimo compleanno, venne freddato il fruttivendolo Agostino Corvino, nipote del boss Raffaele Tolonese detto “Rafanill”, possibile risposta al tentato omicidio di Ivan Narciso, vicino ai Sinesi, scampato miracolosamente alla morte il 21 ottobre precedente in viale Europa. Ma nel 2022 trovarono la morte anche Roberto Russo (imparentato con Corvino), Alessandro Scrocco (zio di Daniele Barbaro, membro dei Sinesi-Francavilla), ucciso mentre rientrava in carcere e Alessandro Scopece tutti ammazzati a colpi d’arma da fuoco. Proprio al crepuscolo del 2021 venne invece giustiziato sull’uscio di casa sua in via Lucera, Pietro Russo. Tutti agguati riconducibili al mondo dello spaccio e della criminalità organizzata.

Agostino Corvino ucciso nel giorno del suo compleanno

Di recente è stato arrestato proprio Daniele Barbaro, nipote di Scrocco, 32enne al servizio dei Sinesi-Francavilla. Il giovane, tornato libero, è stato riaccompagnato in carcere nel giro di pochi giorni con l’accusa di aver ordinato alla fidanzata e ad un’amica di nascondere una mitraglietta. L’ordine sarebbe giunto a giugno 2022 mentre l’affiliato era detenuto nel carcere di Saluzzo (Cuneo). Fatali alcune telefonate intercettate dalla polizia durante le quali diceva di far sparire l’arma. Stando ad alcune conversazioni, Barbaro preparava la vendetta per la morte dello zio: “A costo di farmi altri 30 anni di galera”.

Dietro questa scia di sangue c’è un vuoto di potere? La volontà delle nuove leve di prendere il controllo criminale della città e dei traffici di droga? Agli investigatori il compito di dare risposte. L’omicidio Prencipe è nelle mani della Dda di Bari che potrebbe scandagliare anche sulle modalità utilizzate per il delitto. La fucilata in pieno volto è tipica della criminalità garganica. Sono note le alleanze tra foggiani e clan del promontorio come anche l’abitudine nel concedere killer “in prestito” per determinati agguati. Che ci sia la mano garganica dietro l’agguato mortale a Prencipe? Al momento, gli investigatori hanno effettuato perquisizioni ed eseguito 5 stub su altrettanti pregiudicati gravitanti nei Moretti e nei Sinesi-Francavilla. Le indagini sono solo all’inizio.

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Tags: omicidio prencipe
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