Il video dell’influencer Amedeo Iasci, conosciuto sui social come “The Jashi Project”, continua a far discutere sul Gargano. Dopo aver definito il promontorio un luogo dalle enormi potenzialità ma incapace di valorizzarle, lamentando carenze nei servizi, nella copertura internet, nella viabilità, nella sanità e perfino nell’offerta gastronomica, arrivano le repliche dei sindaci di Peschici e Rodi Garganico riportate da Repubblica Bari.
Nessuna chiusura alle critiche, ma un invito a leggere il territorio nella sua complessità, tra vincoli ambientali, limiti infrastrutturali e un modello turistico profondamente diverso da quello di altre destinazioni pugliesi.
D’Arenzo: “Qui il pesce lo sappiamo fare molto bene”
A rompere il ghiaccio è il sindaco di Peschici Luigi D’Arenzo, che risponde con ironia a una delle osservazioni dell’influencer, il quale aveva raccontato di aver trovato il ristorante di carne più vicino addirittura in Toscana.
“Zero bracerie nei dintorni? Noi qui mangiamo pesce, e quello lo sappiamo fare molto bene”, commenta il primo cittadino, precisando però che la questione non può essere liquidata con una battuta.
“Che non si riesca a sfruttare al meglio tutte le potenzialità del territorio lo sanno anche le pietre”, osserva D’Arenzo, spiegando però che il Gargano deve fare i conti con una burocrazia molto più complessa rispetto ad altre aree del Paese.
“Per installare un’antenna, ad esempio, servono autorizzazioni e passaggi che altrove non esistono più”, sottolinea.
“Chi viene sul Gargano cerca qualcosa di diverso”
Il sindaco difende anche il modello turistico del promontorio, distante da quello delle località più votate al turismo di massa.
“Il nostro è un turismo più spartano, se vogliamo anche più selvaggio. Chi sceglie il Gargano lo fa proprio perché cerca un luogo dove staccare davvero, non una copia di quello che trova altrove. Se venissi qui, il cellulare nemmeno me lo porterei dietro”, afferma.
Un messaggio chiaro: il Gargano, secondo D’Arenzo, non deve inseguire modelli come il Salento o la Valle d’Itria, ma valorizzare la propria identità.
D’Anelli: “Le criticità le conosciamo bene”
Sulla stessa linea il sindaco di Rodi Garganico, Carmine D’Anelli, che invita a distinguere tra problemi reali e semplificazioni.
“Non serviva un influencer per dirci che ci sono criticità. Le conosciamo benissimo. Ma bisogna considerare anche i vincoli con cui ogni giorno ci confrontiamo”.
Secondo D’Anelli, il territorio è sottoposto a tutele paesaggistiche e ambientali che inevitabilmente rallentano molti interventi.
“Una strada, un ripetitore o persino un cartello richiedono procedure molto più complesse rispetto ad altre zone. Non è pigrizia delle amministrazioni, ma un sistema di regole che spesso penalizza chi vive e governa questi territori”.
Viabilità e sanità, “serve onestà nel racconto”
L’influencer aveva criticato anche la distanza dagli ospedali e la rete stradale del Gargano.
Per D’Anelli, però, la conformazione del promontorio rappresenta un elemento che non può essere ignorato.
“Le strade seguono un territorio fatto di promontori e curve, non il progetto sbagliato di qualcuno. Certamente si può migliorare, ma non si può dire che negli ultimi anni non sia stato fatto nulla”.
Infine, il sindaco apre al confronto, ma respinge l’idea che basti un video sui social per spiegare la realtà del Gargano.
“I consigli sono sempre ben accetti, ma nessuno abbia la pretesa di insegnarci come si amministra e si promuove un territorio complesso come il nostro”.











