Si accende il confronto politico in Puglia sul disavanzo della sanità regionale e sulle possibili ricadute fiscali per i cittadini. Al centro dello scontro c’è il “buco” da circa 350 milioni di euro emerso nei conti del sistema sanitario e la prospettiva di un aumento dell’addizionale Irpef per coprire il deficit.
Secondo quanto riportato da La Gazzetta del Mezzogiorno, nelle ultime ore starebbero già circolando “informalmente” le prime simulazioni sugli aumenti fiscali che potrebbero essere introdotti dalla giunta guidata dal governatore Antonio Decaro. Un’ipotesi che ha immediatamente innescato la reazione del centrodestra.
L’opposizione attacca: “No a tasse decise nelle segrete stanze”
Il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Paolo Pagliaro, chiede che l’eventuale aumento dell’Irpef venga discusso pubblicamente nell’aula consiliare.
“Non si possono aumentare le tasse nelle segrete stanze. Decaro deve venire nell’assemblea regionale e confrontarsi con i consiglieri di maggioranza e opposizione”, è la posizione espressa dal centrodestra, che insiste anche sulla necessità di istituire una commissione d’inchiesta per fare luce sulla gestione sanitaria degli ultimi anni.
La proposta trova il sostegno anche della Lega e di Forza Italia. Secondo le opposizioni, infatti, sarebbe necessario approfondire responsabilità, sprechi e inefficienze che avrebbero portato il sistema sanitario pugliese al disavanzo strutturale.
Lanotte: “Serve chiarezza sui numeri”
Sul tema è intervenuto anche il consigliere regionale di Forza Italia, Marcello Lanotte, che in un’intervista rilasciata a La Gazzetta del Mezzogiorno ha chiesto maggiore trasparenza sui conti della sanità.
“Sicuramente la commissione può servire a fare chiarezza rispetto a dati che, fino a questo momento, non sono stati resi noti”, ha dichiarato.
Lanotte ha spiegato che ai consiglieri regionali non sarebbe stato ancora fornito “un report preciso dei dati”, sottolineando come l’obiettivo non debba essere quello di “fare i Torquemada”, ma piuttosto individuare soluzioni concrete dopo aver acquisito tutti gli elementi necessari.
Il nodo delle tasse e il peso sui ceti medi
Uno dei punti più delicati riguarda proprio l’eventuale aumento dell’addizionale Irpef, misura ritenuta al momento indispensabile per riequilibrare i conti regionali.
Secondo Lanotte, però, il rischio sarebbe quello di colpire soprattutto lavoratori autonomi, professionisti e ceto medio.
“Solo il 5% della popolazione pugliese ha un reddito superiore ai 50mila euro. Se si innalza l’aliquota Irpef per chi guadagna tra 28mila e 50mila euro si fa un danno serio ai pugliesi”, ha affermato.
Per l’esponente azzurro, un aumento di circa 500 euro annui di tasse rappresenterebbe “una vessazione” nei confronti delle famiglie e delle partite Iva.
Decaro al lavoro per ridurre il disavanzo
Nel frattempo, secondo quanto riferisce ancora La Gazzetta del Mezzogiorno, il governatore Antonio Decaro starebbe lavorando con i tecnici del Dipartimento Bilancio della Regione per individuare economie, somme non spese e possibili tagli capaci di ridurre l’entità della manovra fiscale.
L’obiettivo sarebbe quello di abbassare il più possibile la quota da coprire attraverso l’Irpef, evitando un impatto troppo pesante sui contribuenti.
Parallelamente la Regione starebbe studiando interventi per limitare la mobilità passiva, cioè i costi sostenuti per i pugliesi che scelgono di curarsi fuori regione, oltre a ulteriori tagli ai costi della politica e nuovi sistemi di monitoraggio della spesa sanitaria supportati dall’intelligenza artificiale.
Liste d’attesa e qualità dei servizi
Il centrodestra, però, continua ad attaccare anche sulla qualità dell’assistenza sanitaria offerta ai cittadini pugliesi.
Lanotte ha contestato i risultati annunciati sul fronte delle liste d’attesa, sostenendo che molti cittadini continuerebbero a ricevere appuntamenti a distanza di anni.
“Se un cittadino oggi prenota una visita e gliela fissano tra due o tre anni, mi pare che si tratti di una vittoria di Pirro”, ha dichiarato.
L’opposizione accusa inoltre il centrosinistra, al governo della Regione da circa vent’anni, di non essere riuscito a garantire standard sanitari adeguati, evidenziando come molti pugliesi continuino a spostarsi verso altre regioni per ricevere cure e prestazioni.
Il confronto con il Governo
Dal canto suo, Decaro avrebbe già avviato un’interlocuzione con il Governo nazionale e con la Conferenza delle Regioni per chiedere una revisione dei criteri di distribuzione delle risorse sanitarie.
La linea del centrosinistra punta infatti a sottolineare come i problemi di bilancio nella sanità riguardino anche altre regioni italiane, comprese alcune amministrate dal centrodestra.
Resta però alta la tensione politica in Puglia, dove il dibattito sul futuro della sanità rischia ora di intrecciarsi con quello sull’economia regionale e sulla fase successiva alla conclusione del Pnrr.












