La scelta dell’architetto Michele Salatto ad assessore all’Urbanistica del Comune di Foggia rilancia uno dei dossier più scottanti per il futuro della città, quello del Piano Urbanistico Generale e della trasformazione di Foggia. Ma nel dibattito politico resta ancora qualche voce polemica. Ne abbiamo parlato con il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale, Pasquale Dell’Aquila, che dice in questa intervista “concentriamoci sui risultati e sui bisogni dei cittadini”.
La nuova Giunta segna davvero un rilancio dell’azione amministrativa?
“Penso proprio di sì. È il momento di lasciarsi alle spalle settimane di discussione e di concentrarsi sui risultati. I cittadini non ci chiedono polemiche quotidiane: ci chiedono di risolvere problemi. È su questo che si misura la credibilità della politica”.
Quali sono oggi le priorità?
“Foggia ha bisogno del Piano Urbanistico Generale, della rigenerazione urbana, dell’edilizia sociale, della qualità degli spazi pubblici, della valorizzazione delle periferie, dell’attrattività per imprese e investimenti, della tutela del territorio e, in definitiva, di una migliore qualità della vita per i suoi cittadini. Sono queste le questioni che interessano i foggiani e sulle quali concentrare il dibattito pubblico.
L’urbanistica non appartiene ai partiti, né può essere ridotta a una contesa tra appartenenze. È una delle funzioni strategiche per il futuro della città e richiede competenze, responsabilità e la capacità di costruire decisioni nell’interesse generale”.
Eppure il confronto politico continua a essere acceso.
“La dialettica è naturale. Ma una cosa è il confronto politico, un’altra è alimentare una narrazione fatta di insinuazioni, processi alle intenzioni e ricostruzioni che poco hanno a che vedere con il merito delle questioni, come ho visto ha fatto il presidente della Commissione Territorio, Giovanni Quarato”.
Quarato non è stato un vostro interlocutore in questi passaggi?
“Certo, e proprio per questo penso che da presidente della Commissione consiliare che si occupa del territorio dovrebbe avere piena consapevolezza della responsabilità che ricopre. La Commissione deve essere il luogo del confronto istituzionale, dell’ascolto e della ricerca delle migliori soluzioni per la città, non il punto da cui partono campagne di delegittimazione politica.
In queste settimane il confronto con il Movimento 5 Stelle è stato costante, franco e costruttivo. Con tutti gli altri consiglieri è emersa una sostanziale condivisione del percorso che ha portato alla nomina del nuovo assessore all’Urbanistica, una condivisione confermata anche dalla nota ufficiale del Movimento 5 Stelle e del suo portavoce regionale, che hanno sostenuto la scelta della sindaca. Per questo ritengo che quella di Giovanni Quarato sia una posizione personale e isolata, che non rappresenta il percorso condiviso maturato nel confronto tra le forze della maggioranza.
Il problema, quindi, non è il dialogo tra forze politiche diverse, che anzi è indispensabile quando si affrontano temi decisivi come l’urbanistica. Il problema nasce quando qualcuno preferisce sostituire il confronto sui contenuti con le insinuazioni sulle persone, magari perché non è riuscito a vedere accolte le proprie proposte”.
Quarato aveva proposto altri nomi?
“Sì lui ha proposto più nomi come assessore all’urbanistica. E, come è normale che accada, nel confronto politico sono emerse valutazioni diverse. Alla fine la responsabilità della scelta spettava esclusivamente alla sindaca che ha deciso di affidare un settore così delicato a un professionista di riconosciuta competenza come Michele Salatto”.
Quindi ritiene che ci sia un problema nel ruolo che sta svolgendo Quarato?
“In queste settimane, pur nella fisiologica dialettica tra maggioranza e opposizione, il Consiglio comunale ha dato segnali di un confronto più responsabile e orientato ai problemi concreti della città. Con la quasi totalità dei consiglieri comunali, indipendentemente dall’appartenenza politica, il dialogo istituzionale è improntato al rispetto reciproco e alla comune consapevolezza che Foggia abbia bisogno di decisioni e non di conflitti permanenti.
Proprio per questo appare incomprensibile la scelta di Quarato di riportare il confronto pubblico sul terreno delle etichette e dei sospetti. Proprio lui, poi…”.
Perché dice proprio lui?
“Perché Quarato è stato uno dei protagonisti della stagione politico-amministrativa guidata da Franco Landella, conclusasi nel modo che tutti i foggiani conoscono. Eppure il Partito Democratico non ha mai ritenuto di trasformare quella storia in una pregiudiziale personale nei suoi confronti. Al contrario, ha sempre scelto di riconoscergli piena legittimità come interlocutore istituzionale, nella convinzione che il confronto democratico debba fondarsi sulle idee e sui comportamenti presenti, non sulle etichette del passato.
Chi ha beneficiato per primo della fine delle pregiudiziali politiche dovrebbe essere anche il primo a non riproporle”.
Alla luce di tutto questo, ritiene che Quarato debba lasciare la presidenza della Commissione Territorio?
“Ritengo che debba chiarire ai cittadini e al Consiglio comunale quale ruolo intenda svolgere. Nel momento in cui la maggioranza politica, la sindaca e l’Amministrazione comunale hanno rilanciato la propria agenda concentrandosi su risultati concreti, chi presiede la Commissione Urbanistica dovrebbe rappresentare una figura di garanzia per tutte le forze presenti in Consiglio. Se, invece, si sceglie di interpretare esclusivamente un ruolo di contrapposizione politica, è evidente che le due funzioni rischiano di diventare difficilmente conciliabili”.
Qual è allora il messaggio che il Partito Democratico vuole dare alla città?
“Che continueremo a discutere di contenuti, progetti e futuro della città. Ai foggiani interessano le scelte che cambiano Foggia, non il ritorno alla politica dei fantasmi, delle insinuazioni e delle guerre personali”.










