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Home - Foggia, due giovani aggredite in poche ore da due uomini diversi: “Vogliamo giustizia, non paura”

Foggia, due giovani aggredite in poche ore da due uomini diversi: “Vogliamo giustizia, non paura”

Camilla e Alessandra raccontano la violenza subita in pieno giorno. "Serve sicurezza, non possiamo più sentirci abbandonate"

Di Redazione
17 Giugno 2025
in Cronaca, Foggia
Alessandra e Camilla; a destra, l'aggressore di Alessandra

Alessandra e Camilla; a destra, l'aggressore di Alessandra

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Sono due, a distanza di poche ore, le aggressioni nei confronti di giovani foggiane colte di sorpresa da due malviventi. Camilla, ricoverata in ospedale, ha raccontato quei momenti in un video pubblicato questa mattina. Sabato pomeriggio è finita al Riuniti dopo essere stata aggredita e derubata in viale Ofanto, a due passi dalla Questura, da un cittadino marocchino. Un’aggressione violenta, inaudita, improvvisa. Adesso è ricoverata nel reparto di Neurochirurgia del Policlinico Riuniti e trova la forza di raccontare quanto accaduto, per lanciare un messaggio chiaro alla città dai microfoni di Telesveva: “Non cerco vendetta, ma giustizia. E voglio che Foggia sia un posto sicuro per tutte e tutti”. E ancora: “Non me lo aspettavo. Era tutto tranquillo, poi il buio. Mi ha colpita, ho perso l’equilibrio, mi ha tolto la borsa ed è fuggito”.

“Quello che è successo a me poteva succedere a chiunque. A una ragazza, a un ragazzo, a un anziano. Non possiamo continuare ad avere paura. Non possiamo rassegnarci al fatto che uscire di casa, anche in pieno giorno, significhi rischiare. Chiedo più controlli, più presenza delle istituzioni. Non per me, ma per tutte le persone che Foggia la vivono ogni giorno”.

Caso analogo per Alessandra, una giovane mamma che sui social ha scritto: “Scrivo, perché alla fine altro da fare non mi rimane. Scrivo per denunciare una doppia aggressione. La prima fisica e psicologica, la seconda è arrivata come una vera e propria beffa. Dopo ore in pronto soccorso, sono stata raggiunta dalla polizia, che mi ha chiesto di eliminare o rettificare i post inerenti la mia aggressione perché loro ormai avevano arrestato il soggetto (la ragazza ha pubblicato la foto dell’aggressore, uno straniero di origine africana, ndr) che mi aveva aggredito di spalle, in pieno giorno, provocandomi, un trauma, lividi ed escoriazioni con pugni e schiaffi in testa. Sono una persona buona ed estremamente fiduciosa verso gli altri. Non ho esitato a farlo. Ho rettificato tutto. Sbagliato. Dopo 10 minuti ho iniziato a ricevere segnalazioni e foto di questo soggetto di nuovo in libertà. Non cerco popolarità, ne un risarcimento. Cerco la sicurezza. Cerco la giustizia. Sono madre di un’adolescente. A poche ore dall’aggressione questo soggetto era di nuovo sotto casa mia. Come posso dormire serena? Come posso uscire di nuovo senza la paura di essere aggredita senza motivo? Come posso aver fiducia nella legge? Deve morire ogni volta qualcuno affinché si faccia qualcosa? Rimarrò segnata a vita, ma una cosa la posso dire, fate attenzione. A questo soggetto, e ad ogni volta che sentite che qualcosa non va. E per favore condividete. Non per diffondere odio ma per salvaguardarci l’uno con l’altro – conclude Alessandra -. Ripeto, non mi fermerò finché non lo vedrò marcire dove merita. Questo forse mi darà un po’ di pace”.

Ieri anche la sorella di Alessandra, Grazia aveva affidato ai social il suo sfogo: “L’aggressore è di nuovo a passeggio. Visto che la giustizia non ci tutela, cerchiamo almeno di essere prudenti noi”.

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Tags: Foggia
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