Uno sguardo ancora segnato dalla paura, un corpo martoriato da lividi e ferite, e il trauma di un’aggressione che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi. Si chiama Camilla, ha 21 anni, è foggiana e studia Medicina. Sabato pomeriggio è finita all’ospedale dopo essere stata aggredita e derubata in viale Ofanto, a due passi dalla Questura. Un’aggressione violenta, inaudita, improvvisa. Adesso è ricoverata nel reparto di Neurochirurgia del Policlinico Riuniti e trova la forza di raccontare quanto accaduto, per lanciare un messaggio chiaro alla città dai microfoni di Telesveva: “Non cerco vendetta, ma giustizia. E voglio che Foggia sia un posto sicuro per tutte e tutti”.
Colpita, rapinata e lasciata a terra
Camilla era appena uscita di casa per sbrigare alcune commissioni. Era da sola, in pieno giorno, quando un uomo l’ha affrontata all’improvviso. “Non me lo aspettavo. Era tutto tranquillo, poi il buio. Mi ha colpita, ho perso l’equilibrio, mi ha tolto la borsa ed è fuggito”, racconta la giovane. Sul corpo, evidenti i segni della colluttazione: contusioni al volto, escoriazioni, e una ferita alla testa che ha richiesto accertamenti specialistici. Per questo i medici hanno disposto il ricovero in osservazione.
A incastrarlo la carta di credito
Grazie alla prontezza della ragazza, il sospetto aggressore è stato identificato in tempi rapidi. A tradirlo è stato l’utilizzo della carta di credito di Camilla, con cui l’uomo ha effettuato un pagamento subito dopo la rapina. L’alert della transazione è arrivato sul telefono della giovane, che ha immediatamente avvisato la polizia. Le forze dell’ordine hanno avviato le indagini e sono risaliti a un cittadino straniero, attualmente sottoposto a fermo in attesa di convalida.
La denuncia di Camilla: “Non deve più succedere”
Dall’ospedale, Camilla ha voluto affidare un messaggio a chi in città vive, studia, lavora: “Quello che è successo a me poteva succedere a chiunque. A una ragazza, a un ragazzo, a un anziano. Non possiamo continuare ad avere paura. Non possiamo rassegnarci al fatto che uscire di casa, anche in pieno giorno, significhi rischiare. Chiedo più controlli, più presenza delle istituzioni. Non per me, ma per tutte le persone che Foggia la vivono ogni giorno”.
La sua voce è quella di una generazione che chiede attenzione e protezione, in una città dove troppo spesso episodi simili scivolano nel silenzio. Camilla, invece, ha scelto di parlarne. Di non nascondere il volto. Di trasformare la paura in richiesta di cambiamento. Una richiesta che oggi risuona forte in tutta la città.










