“In merito agli articoli di stampa pubblicati nei giorni scorsi sulla mia candidatura al Consiglio Comunale di Foggia per il Movimento Cinque Stelle, sento il dovere anch’io – quale diretto interessato – di far conoscere il mio pensiero”. Inizia così una nota diramata da Emanuele Ambrosino, candidato al Consiglio comunale di Foggia per il Movimento 5 Stelle.
“Intendo per prima cosa esprimere tutto il mio affetto e la mia riconoscenza verso mio padre, Vito Ambrosino, che è stato ed è un grande padre ed un onesto lavoratore: la sua fedina penale è immacolata, non essendo mai stato neppure sottoposto ad un procedimento penale in tutta la sua vita. Chi ha scritto che mio padre è stato ‘socio in affari di Roberto Sinesi’ ha dato una notizia falsa e diffamatoria. Mio padre, dal 2003, ha lavorato come dipendente della Cooperativa ‘Angeli’. Le società coperative, secondo la legge, non sono società commerciali. Esse non sono destinate all’investimento dei capitali dei soci e non possono distribuire utili ai medesimi, ma utilizzano esclusivamente la forza lavoro prestata da questi, retribuendoli per il lavoro prestato. I soci, nelle cooperative, non sono soci in affari ma sono semplici dipendenti che, anziché lavorare per un imprenditore, lavorano per sé stessi costituendosi in cooperative”.
Ambrosino poi ricorda: “Quando, nel 2006, il sig. Roberto Sinesi (boss della batteria Sinesi-Francavilla, ndr) fu assunto come socio-lavoratore della Cooperativa ‘Angeli’, mio padre era semplicemente un altro socio-lavoratore della stessa cooperativa, come tanti altri. Quando, nel 2007, furono accertati i fatti illeciti commessi dal sig. Sinesi e da altri due soci della cooperativa, mio padre non fu neppure sfiorato dall’inchiesta che ne accertò, implicitamente, l’assoluta estraneità ai fatti”, un concerto già rimarcato dal Movimento 5 Stelle in un comunicato di pochi giorni fa.
“Solo in seguito a quei fatti, allontanate immediatamente le persone coinvolte nell’inchiesta giudiziaria, mio padre assunse poteri di gestione nella cooperativa, portandola avanti per quasi 15 anni, in maniera pulita e specchiata, così come dimostra la storia successiva. Quanto sopra detto sarà da me dimostrato nelle competenti sedi giudiziarie, dove porterò a rispondere i responsabili delle false e infamanti notizie divulgate nei giorni scorsi sui media e organi di stampa”.
Tutto era nato in seguito ad una denuncia pubblica di Giuseppe Mainiero, candidato sindaco civico che durante un incontro sulla mafia aveva parlato dei manifesti abusivi (poi rimossi) del candidato Ambrosino accanto alle pompe funebri “Angeli” in via Manfredonia.













