“Intrighi di potere a Manfredonia, il prefetto intervenga”. Ombre sull’appalto della pubblica illuminazione

Rotice boccia la proposta di Engie: “Abbiamo dimostrato di tenere davvero al futuro della città”. L’opposizione: “Interessi privati stanno prevalendo su quelli generali”

Monta il caso pubblica illuminazione a Manfredonia. Ieri, al termine del Consiglio comunale, il sindaco Gianni Rotice ha pubblicato una nota sulla propria pagina social scrivendo: “E luce fu. In maniera compatta la maggioranza ha preso una decisione seria e serena per il futuro della città, al contrario di un’opposizione utile solo a fare demagogia per poi abbandonare l’aula al momento del voto, venendo meno a quel coraggio di scegliere e prendere posizioni nette che tanto sventola sui comunicati e sui social. Abbiamo bocciato il PPI proposto da Engie dalla durata ventennale e dall’importo di 37,5 milioni di euro. La proposta non ha fugato i numerosi dubbi amministrativi sull’effettiva convenienza per il Comune ed i cittadini e non ha visto accolte le 11 proposte migliorative avanzate dall’amministrazione.

Rischiavamo, come più volte fatto da qualcuno in passato, di ingessare il futuro e ritrovarci come nel caso dei parcheggi, con un contratto eccessivamente vincolate senza benefici per il pubblico interesse. Al contrario di quanto paventato da qualcuno prima della seduta del Consiglio, non vi sarà alcun salto nel buio. I servizi pubblici di pubblica utilità continueranno ad essere garantiti senza alcuna interruzione. Sul fronte operativo come amministrazione ci attiveremo subito con gli uffici tecnici per garantire la gestione del servizio, come sempre, nella direzione della massima trasparenza e legalità. In 14 – conclude Rotice – abbiamo dimostrato di tenere davvero al futuro e all’interesse pubblico della città assumendoci la responsabilità di una scelta coraggiosa, dall’opposizione banchi vuoti come le loro chiacchiere e polemiche”.

Ma il gruppo di opposizione “Molo 21” continua a vederci manovre strane e contrattacca: “Sul famigerato caso della proposta di finanza del progetto della società Engie Spa, ovvero l’appalto dei servizi energetici e della pubblica illuminazione possiamo chiaramente affermare che nulla, ma proprio nulla, è avvenuto in maniera trasparente e alla luce del sole, così come invece provano a sostenere alcuni (non tutti) membri della maggioranza che risiede a Palazzo San Domenico. La prova più evidente è stata la lettera dell’ormai ex assessore Angelo Salvemini, il quale, nonostante fosse ancora parte dell’amministrazione, ha scritto sabato sera una missiva a tutti i consiglieri comunali evidenziando anomalie, intrighi e circostanze a dir poco inquietanti attorno all’appalto in questione. 

Le denunce pubbliche dell’ex assessore Salvemini, al quale il sindaco, per tutta reazione ieri ha revocato la delega, consegnano molti dubbi all’opinione pubblica della città. L’ex assessore ha parlato esplicitamente di un cambio di rotta del sindaco dopo due proposte differenti (e non comparabili per la tipologia dei servizi offerti) che, stando sempre alle denunce dell’ex amministratore pubblico eletto proprio un anno fa con il sindaco Rotice, farebbero riferimento a un singolo soggettoche ha rivestito un ruolo importante nella campagna elettorale a supporto dell’attuale sindaco’. Nella lettera, inoltre, si parla in maniera pesante e precisa di ‘intenzioni e interferenze di qualche componente dell’amministrazione comunale evidentemente d’accordo con i proponenti delle due ultime proposte arrivate’. In merito, è doveroso ricordare che il tema è stato portato all’attenzione del Consiglio Comunale in data 27 ottobre 2022 e poi ritirato senza una giustificazione, impedendo all’opposizione di intervenire per avviare un pubblico dibattito. Ebbene, dopo aver perso altri tre mesi di tempo, nel consiglio comunale tenutosi ieri la maggioranza, con il sindaco Rotice in testa, ha bocciato la proposta senza prospettare alcuna soluzione per garantire la corretta continuazione del servizio. In disparte le conseguenze ormai certe e nefaste che potrebbero ricadere sul nostro ente, visto che la proroga è scaduta e non può essere reiterata, rispetto alle quali ci riserviamo una più ampia valutazione; questi intrighi di potere, che speriamo vengano verificati dal prefetto, al quale il nostro capogruppo si è rivolto insieme ad altri consiglieri dell’opposizione, lasciano pochi dubbi non solo sull’inefficienza ma anche sulle ombre, le pressioni e il buio che regna a Palazzo San Domenico”. 

Poi concludono: “Purtroppo, sta accadendo quello che in campagna elettorale avevamo previsto, ossia il rischio che gli interessi privati, e in special modo quelli imprenditoriali, prevalgano sull’interesse generale e sul bene della città. Di sicuro, se le accuse dell’assessore Salvemini troveranno riscontro, il sindaco Rotice, che ci sembra troppo affaccendato in battaglie che riguardano più il suo futuro politico nello scenario provinciale che quello della città, si dimostrerà un sindaco incompatibile e inadatto a gestire l’interesse pubblico”. (In alto, Rotice e il prefetto di Foggia Valiante)

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