A Foggia più volontari e più supermercati. “Con la Colletta alimentare aiutiamo i poveri della porta accanto”

“Ci sono le nuove povertà che sfuggono alle mappe, tante famiglie monoreddito e senza altri introiti hanno difficoltà”

Ben 70 supermercati in Capitanata e Bat saranno impegnati nel prossimo weekend nella raccolta del Banco Alimentare, la Colletta Alimentare. Stefania Menduno e Gianluca Russo rispettivamente presidente e direttore della struttura della Daunia sono orgogliosi di aver portato in dote al Banco +17 supermercati con qualche insegna nuova e le new entries di Canosa e Minervino Murge.
In questo 2022 c’è anche un aumento importante del numero dei volontari.
“Tutti desiderano tornare ad una vita normale dopo lo stop per causa Covid, anche l’attivismo del volontariato cresce. Eravamo poco più di 600, ora siamo già sulle 1000 persone”, osservano. I motivi dell’adesione al Banco Alimentare sono tanti. “C’è chi ci segue da 26 anni altri sono nuovi”.
Il reclutamento arriva anche dai luoghi a cui vengono distribuiti gli alimenti, ossia parrocchie, centri di solidarietà, mense e associazioni. Sono oltre 108 le strutture che ricevono pacchi e materie prime.
Come potrebbe impattare sulla vita dei fragili la soppressione del reddito di cittadinanza che è stato anzitutto una card alimentare? Secondo Menduno ci sono delle povertà ancora invisibili, non tracciate dalla carta gialla.

“Ci sono le nuove povertà che sfuggono alle mappe, tante famiglie monoreddito e senza altri introiti hanno difficoltà. Si parla del povero della porta accanto. Anche un separato rientra facilmente nelle fasce della povertà. Una famiglia di 4 o 5 persone con uno stipendio non rientra nel reddito di cittadinanza eppure è sulla soglia della povertà. Il momento Covid si aggiunge oggi al rincaro bollette”.
Cosa serve donare? Senza dubbio beni di primissima necessità. Olio su tutto. E prodotti per l’infanzia: omogeneizzati, carne, pesce, latte, legumi polpa e passata.
“Includiamo anche la pasta nonostante i tanti pastifici che ci sostengono. Con l’aumento della corrente alcuni di donatori hanno ridotto il loro apporto. Quello che conta è il gesto, anche il pacco di sale può servire”.
Nella presentazione alla parrocchia Gesù e Maria a Foggia sono intervenuti diversi amici del Banco Alimentare, a cominciare da Pasquale Marchese presidente del Centro Servizi per il Volontariato di Capitanata. “Noi volontari siamo i più egoisti perché facciamo del bene per stare bene. I poveri sono in aumento sia per il post pandemia sia per l’aumento dei prezzi”.

Forte l’intervento di don Rocco Coppolella della Caritas di Troia e Lucera. “Tutti abbiamo le mani in pasta, conosciamo le situazioni e i poveri. Un Sabato Santo in piena pandemia, decidemmo di distribuire delle uova di Pasqua di cioccolato, ma una ditta ci aveva dato anche delle uova vere. In casa di una famiglia una bambina mi disse: l’uovo mi piace ma delle uova ne ho bisogno perché ho fame. Non lo dimenticherò mai più. Tutti i gesti di carità che facciamo hanno a che fare con volti e persone. Viviamo un momento di povertà drammatico, c’è una povertà pluridimensionale. Dove non c’è il pane ci sono anche altre necessità. Ci sono piaghe terribili che si diffondono, una si chiama usura. Un’altra piaga che si sta diffondendo è la violenza, i ragazzi che vivono situazioni difficili a casa devono tirare fuori il loro malessere. Come parroco mi sto rendendo conto che ogni volta che si entra in una casa i bisogni non realizzati sono tanti. La raccolta alimentare deve crescere, in tante case non c’è lo zucchero, perché anche lo zucchero è aumentato. Lo stile di vita è cambiato, siamo in guerra. Dobbiamo avere un sano principio di realtà. Raccogliere e donare sono due gesti unici. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente avete donato dice Gesù. L’augurio è quello di rimanere a mani vuote. Lo facciamo per qualcuno che è più grande di noi e del banco. Guardiamo, amiamo, soffriamo, questo è l’amore, questa è la Chiesa”. Da un anno è attiva la convenzione tra Poligrafico e Banco Alimentare, nata da due motivi grandi. Il primo: passare dal diritto al lavoro al dovere della solidarietà. Il secondo: ridistribuire la ricchezza, chi ha la fortuna di avere un posto di lavoro deve anche donare”.

Il referente Francesco Sansone ha sottolineato l’importanza della solidarietà che si fa con professionalità. Il Banco alimentare ci mette il cuore e fa rete riuscendo a raggiungere 20mila poveri. “Vogliamo raccogliere tutti i bisogni del territorio. Lo scorso anno come stabilimento abbiamo raccolto 700kg di alimenti contribuendo al magazzino con la scaffalatura. Abbiamo fatto volontariato aziendale, con una lezione anti spreco alimentare. Abbiamo fatto una lezione di cooking e ci siamo divertiti a uscire fuori dal nostro contesto. Come Banco avete riempito un gruppo di lavoro di contenuti solidali positivi. Questo ci aiuta a portare questa solidarietà fuori. Sabato sarà la nostra prima colletta, abbiamo raccolto un bel gruppo e saremo all’Ipercoop”.

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