Mafia, arrestato imprenditore edile foggiano per l’agguato a Francavilla e al figlio minorenne

Le vittime rimasero ferite gravemente mentre si trovavano in un’abitazione di Nettuno in provincia di Roma. Il fatto di cronaca sarebbe strettamente collegato ai recenti arresti nei Sinesi-Francavilla

Le squadre mobili di Roma e di Foggia, coadiuvate dagli agenti della mobile di Trieste, hanno dato esecuzione ad un provvedimento di fermo del pm emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma nei confronti di un imprenditore foggiano, Antonio Fratianni, poiché gravemente indiziato, quale esecutore materiale, del tentato duplice omicidio pluriaggravato commesso a Nettuno (RM) il 2 marzo scorso ai danni di Antonello Francavilla e del figlio minorenne. Fratianni avrebbe agito perché il boss gli aveva dato un ultimatum per costringerlo a versare una cospicua somma di denaro investita tempo prima da Francavilla stesso e dal suocero Roberto Sinesi, storico capomafia foggiano.

Quel giorno Francavilla, uno dei boss della batteria Sinesi-Francavilla, e il minore vennero attinti da numerosi colpi di arma da fuoco all’interno di un’abitazione sita a Nettuno in via Greccio 14, dove il capoclan era sottoposto agli arresti domiciliari.

La serrata e tempestiva attività d’indagine avviata dalla squadra mobile capitolina e dall’omologo ufficio investigativo di Foggia, con il coordinamento della D.D.A. di Roma, ha consentito di ricondurre l’episodio delittuoso ad ambienti criminali foggiani e di individuare in Francavilla l’obiettivo principale dell’agguato, accertando l’accidentalità del coinvolgimento del figlio. Elementi utili all’individuazione dell’autore del delitto sono stati acquisiti anche attraverso il proficuo collegamento investigativo tra la Direzioni Distrettuali Antimafia di Roma e Bari.

Dalle risultanze di altra attività d’indagine della Procura di Bari, infatti, è emersa la figura di Fratianni, le cui dichiarazioni, correlate alla ricostruzione dei suoi spostamenti in occasione dell’evento criminoso del 2 marzo hanno evidenziato una connessione con l’esecuzione dell’azione delittuosa.

Ulteriori indizi probatori sono emersi dagli sviluppi investigativi di un successivo procedimento instaurato presso la D.D.A. del capoluogo pugliese, relativo alla pianificazione dell’omicidio dell’imprenditore ad opera di sette persone – tra i quali un esponente di primissimo piano della consorteria mafiosa Sinesi-Francavilla, Emiliano Francavilla fratello di Antonello – componenti un commando determinato ad uccidere la vittima designata.

Nei loro confronti lo scorso 21 luglio, la squadra mobile di Foggia ha eseguito un provvedimento di fermo disposto dalla D.D.A. di Bari – poi convalidato dal gip, su richiesta della Procura della Repubblica di Foggia, competente per la procedura di convalida, che ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per i delitti di tentato omicidio, porto e detenzione illegale di armi, tentata estorsione e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo cocaina, tutti aggravati dal metodo e dalla finalità mafiosa.

Di estrema rilevanza, nell’ambito delle investigazioni, anche alcuni apporti dichiarativi che hanno contribuito a rafforzare la gravità del quadro indiziario in ordine all’individuazione dell’autore materiale, consentendo di risalire al movente del delitto, scaturente dalla mancata restituzione di un’elevata somma di danaro a Francavilla, dallo stesso prestata all’indagato, si tratterebbe di circa 600mila euro.

Conseguentemente sono state individuate anche le motivazioni alla base del recente fallito agguato nei confronti dell’imprenditore, derivanti dal tentato duplice omicidio verificatosi a Nettuno. Puntuali riscontri alle propalazioni sono emersi dalle complessive indagini e dalle risultanze dei rilievi tecnici effettuati durante il sopralluogo dalla Polizia Scientifica, nonché dal contrasto della versione dell’accaduto fornita da Francavilla con le dichiarazioni rese da alcuni testimoni.

L’indagato, irreperibile sul territorio italiano all’atto di emissione del provvedimento di fermo, lo scorso 2 agosto, subito dopo aver varcato il confine italiano, è stato rintracciato a bordo di un veicolo mentre transitava sull’autostrada A4 Torino-Trieste e fermato all’altezza dello svincolo di Duino (TS). Il gip del Tribunale di Trieste, a seguito di convalida del fermo, richiesta dalla procura del capoluogo friulano, competente per territorio, oggi nei confronti dell’arrestato, ha emesso ordinanza di custodia cautelare in carcere.

“Ad ogni modo l’indagato è da ritenere presunto innocente – riporta una nota divulgata dalla Questura di Foggia -, in considerazione dell’attuale fase del procedimento, ovvero quella delle indagini preliminari, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile”. (In alto, Antonello Francavilla e il figlio minorenne; sullo sfondo il luogo dell’agguato a Nettuno)

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