Politiche 2022, il M5S punta sugli uscenti. Ma non mancano facce nuove e autocandidature

“Molti credono ancora che basti il simbolo per essere eletti, ma non siamo più al 2018 quando il M5S veleggiava al 33%”, è l’analisi di Giuseppe Fatigato

Tante le facce nuove alla riunione del MoVimento 5 Stelle, nel corso della quale c’è stata una prima organizzazione delle auto candidature, da presentare entro l’8 agosto, per i listini plurinominali e per i collegi uninominali delle elezioni politiche per il Parlamento del prossimi 25 settembre.

In attesa di capire se Giuseppe Conte (foto) siglerà il patto con Sinistra Italiana ed Europa Verde o se il campo largo dem prevederà l’ingresso del MoVimento come stanno chiedendo in tanti in Puglia, a cominciare da Giovanni Procacci e Michele La Forgia, nei territori è un fiorire di riunioni ed assemblee allargate alla base e ai meetup, che seguono quelle regionali, celebrate nei giorni scorsi.

A Noicattaro per il primo meeting regionale pugliese organizzato dal coordinatore Leonardo Donno dalla provincia di Foggia erano presenti soli i diversi portavoce parlamentari e con loro anche l’assessora regionale Rosa Barone in compagnia della delegata alla Cultura Grazia Di Bari e l’europarlamentare Mario Furore.

Al momento non si conoscono ancora le modalità di selezione dei nuovi parlamentari, anche se quasi sicuramente saranno riproposte delle Parlamentarie sul modello di quelle gestite dalla Casaleggio&Associati. Sono invece fissate per il 16 agosto le Primarie per la premiership.

“Gli uscenti saranno tutti ricandidati, questo è scontato. Io non mi proporrò, come credo anche Giovanni Quarato. Da parte mia sosterrò Giorgio Lovecchio, non sarebbe giusto nei suoi confronti fargli concorrenza”, osserva l’ex capogruppo al Comune di Foggia Giuseppe Fatigato.

Gli uscenti della Camera Giorgio Lovecchio e Carla Giuliani potrebbero essere inseriti come capilista nei due differenti collegi uninominali, o subito dopo Giuseppe Conte, che dovrebbe disputare la sfida anche nell’uninominale. Più incerta la posizione del senatore Marco Pellegrini, che nel 2018 fu eletto all’uninominale senatoriale, laddove invece Gisella Naturale entrerà nel listino.

Secondo indiscrezioni si punterà su una donna dalla lunga militanza pentastellata, evitando esperienze dalla società civile come fu nel 2018 con Rosa Menga. Ancora top secret il suo nome. Si alzano le quotazioni di Daniela D’Amato, moglie di Giuseppe De Lillo, Doriana Carchia, Mariangela Prencipe e Antonella Zoppo. 

“Tanti credono ancora che basti il simbolo per essere eletti, ma non siamo più al 2018 quando il M5S veleggiava al 33%”, è l’analisi di Fatigato.



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