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Home - La mafia foggiana voleva uccidere un imprenditore locale. Sette arresti, c’è anche il boss dei Francavilla

La mafia foggiana voleva uccidere un imprenditore locale. Sette arresti, c’è anche il boss dei Francavilla

Di Redazione
29 Luglio 2022
in Cronaca
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La Polizia di Stato, in particolare gli investigatori della squadra mobile della Questura di Foggia, supportati dagli agenti del Servizio Centrale Operativo e della Squadra Mobile della Questura di Bari, in data 21 luglio scorso, al termine delle indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, ha dato esecuzione ad un provvedimento di fermo d’indiziato di delitto emesso dal pm della DDA di Bari, titolare delle indagini, nei confronti di sette persone ritenute, allo stato ed in attesa del successivo vaglio dell’autorità giudiziaria, nel contraddittorio delle parti, gravemente indiziate dei delitti di tentato omicidio, porto e detenzione illegale di armi, tentata estorsione e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo cocaina, tutti aggravati dal metodo e dalla finalità mafiosa.

Le incessanti attività investigative, realizzatesi mediante il connubio di tecniche tradizionali, quali appostamenti e pedinamenti, unitamente all’installazione strategica di presidi tecnologici di ultima generazione, hanno consentito di accertare come gli indagati, tra i quali vi è il 43enne Emiliano Francavilla (tornato libero da non molto, foto in alto), esponente di primissimo piano della consorteria mafiosa Sinesi-Francavilla, stessero compiendo atti volti alla realizzazione di un omicidio.

In particolare, il commando, per il tramite di un dipendente infedele della vittima designata, un locale imprenditore, aveva posizionato al di sotto dell’autovettura di quest’ultimo un dispositivo gps al fine di monitorarne gli spostamenti. I dati acquisiti dagli investigatori della squadra mobile di Foggia hanno consentito di individuare il dispositivo gps, la data e il luogo in cui si sarebbe realizzato l’agguato omicidiario: la sera del 26 giugno, all’uscita del casello “Foggia – Zona Industriale”, al momento del rientro della vittima da una località balneare.

Pertanto gli agenti della Polizia di Stato appartenenti alla mobile di Foggia, di Bari e del Servizio Centrale Operativo, il 26 giugno, operando d’intesa con l’autorità giudiziaria, sono intervenuti scongiurando che il gruppo, già armato e posizionato, facesse fuoco ai danni della vittima. Il tempestivo operare degli investigatori ha consentito di bloccare nelle immediatezze dei fatti due componenti del commando, i quali si erano appostati presso un casale abbandonato a ridosso dell’uscita autostradale Foggia Zona Industriale, con il compito di monitorare l’uscita della vittima dal casello e dare il via libera all’azione delittuosa con utenze dedicate “punto – punto”.

Tale preliminare attività è proseguita presso la campagna di due dei sette indagati, destinatari del provvedimento di fermo, individuata grazie alla complessiva analisi degli elementi investigativi acquisiti, come la base logistica del gruppo criminale. Nel corso della perquisizione presso il luogo sono stati rinvenuti importanti elementi, quali autovetture, documenti d’identità e utenze cellulari, sequestrati a carico dei presunti autori dell’episodio delittuoso. Inoltre nel corso della stessa attività presso la base logistica degli indagati il personale della Polizia di Stato ha visto transitare una Fiat 500 rossa a forte velocità, autovettura che, grazie alla pregressa attività investigativa, era stata individuata come l’autovettura che il commando avrebbe utilizzato per compiere l’agguato. Ingaggiato l’inseguimento, le pattuglie delle squadra mobili e del Servizio Centrale Operativo sono riuscite a fermare l’autovettura dopo svariati chilometri, bloccando la stessa con a bordo uno dei partecipanti all’azione delittuosa, ed in particolare la persona avente il ruolo di autista nel programma delittuoso degli indagati.

A seguito dell’accurata perquisizione veicolare della Fiat 500 rossa sono stati rinvenuti una bottiglia di benzina e dei bengala che dall’attività tecnica in corso è emerso che sarebbero serviti per incendiare l’autovettura dopo l’omicidio e cancellare ogni tipo di prova. Inoltre l’attività tecnica ha permesso di accertare come il commando, determinato ad uccidere la vittima designata, fosse nella disponibilità di un ingente quantitativo di armi. Sono in corso approfondimenti investigativi finalizzati ad individuare il movente del fallito agguato e a ricostruire i pregressi rapporti tra l’imprenditore e gli esponenti della batteria Sinesi-Francavilla.

Le indagini espletate hanno, inoltre, permesso di acquisire gravi indizi di colpevolezza nei confronti di due degli autori del tentato omicidio, tra cui Emiliano Francavilla in ordine ad una tentata estorsione aggravata dal metodo e dalla finalità mafiosa, commessa nei confronti di un locale spacciatore, al fine di imporre la fornitura della sostanza stupefacente del tipo cocaina dal canale del precitato consorzio criminale. Infine, nel medesimo contesto investigativo, a carico di quest’ultimi, nel provvedimento di fermo, è stato contestato il delitto di cessione di sostanza stupefacente del tipo cocaina del valore di 3.000 euro a soggetti foggiani e sanseveresi.

Il gip, su richiesta della Procura della Repubblica di Foggia, competente per la procedura di convalida del fermo, ha convalidato il fermo e ha emesso, in data odierna, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti degli indagati. “Si precisa che si è nella fase delle indagini preliminari – fanno sapere dalla Questura – e pertanto il quadro indiziario dovrà essere verificato e vagliato nelle successive fasi del procedimento, con il contributo delle difese e nel pieno contraddittorio delle parti”.

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Tags: Mafia foggiana
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