La deputata Faro e “il duro compito” di costruire la rete di Luigi Di Maio in provincia di Foggia

“Ho fatto un salto nel buio. Ho votato Conte come leader, ma serviva un cambiamento di maturità”

È una “inversione ad U” quella del MoVimento 5 Stelle, come l’ha definita, che ha indotto Marialuisa Faro ad abbandonare i pentastellati per seguire il nuovo percorso del Ministro degli Esteri Luigi Di Maio.
Si cresce si cambia. Lo ha detto più volte le deputata e vicepresidente alla Camera del neo gruppo Insieme per il Futuro.

“Perché non dovrei cambiare idea? Non è un partito va riempito. Dobbiamo dare voce alla parte più viva del nostro Paese con idee che guardino da qui ai prossimi 20 anni. Si deve propagare nei territori con una rete”.
Come ha spiegato a l’Immediato, la rete è da ancora tutta da costruire con amministratori e cittadini che vogliono aderire.
“Non mi fa paura questo percorso non mi sono mai fermata, i miei colleghi foggiani resteranno dove stanno. Gli iscritti avranno la possibilità di scegliere. Sono la vicepresidente del gruppo parlamentare e la
referente sul territorio per costruire questa rete, sarò il collante. Per i miei colleghi so che la mia scelta è stata una doccia gelida.
Sono stata troppo brava a nascondere i miei convincimenti. Ma capisco Mario e Rosa capisco la loro delusione. È importante stare bene con te stessi, mentire alla gente non sarebbe giusto. Io oggi sto meglio, sono entusiasta di costruire questo nuovo progetto. Sarà una grande sfida sarà dura”.

Tra le righe Faro ha fatto intendere di non essere mai stata accettata dal gruppo di maggiorenti portavoce, di essere stata sempre un po’ fuori dal coro.
Si riparte ora dagli amministratori. Con misure e riforme precise. Come quella della Viceministra Castelli e del fondo di solidarietà comunale con cui si è potuto intervenire sugli asilo nido grazie ai fondi vincolati per la spesa sociale.
Ancora fantapolitica le alleanze.

“La nostra collocazione è prematura, ma sicuramente ci collochiamo in un centro che ci possa dare identità. Non sarò io a chiedere di venire con noi, ma faccio questo invito agli amministratori, sono ben accetti con le loro idee da protagonisti. Farò un po’ di scouting, il mio compito sarà arduo”.
In Insieme per il Futuro c’è forte il tema del no al terzo mandato da parte di Conte e Grillo.
“Tanti al secondo mandato hanno acquisito conoscenze: Vito Parisi, Raimondo Innamorato che ne sarà di loro? Siamo in 40 al primo mandato. Da parte mia ho fatto un salto nel buio. Ho votato Conte come leader, ma serviva un cambiamento di maturità”. Ho aderito al progetto perché ci ho creduto perché si potevano portare nuove idee, perché potrà ssere inclusivo.
Sono stata sempre dialogante e il M5S ha messo sempre tanti paletti pure in provincia di Foggia. Solo il tempo mi dirà se sono stati lungimirante. Oggi il MoVimento è una struttura piramidale molto chiusa”.
Tra i tanti momenti di fraintendimento anche quello su un emendamento approvato in Commissione Lavoro sul Reddito di cittadinanza. E poi depennato e giunto fino al Fatto Quotidiano. “È una misura rivoluzionaria ma va migliorata, i tavoli sono tutti morti”.



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