Mafia, l’odio tra montanari e macchiaioli nel focus della DIA. “Li Bergolis-Miucci approfittano delle difficoltà della cosca rivale”

Ruota attorno alla rivalità tra il clan di “U’ Criatur” e il gruppo di Matteo Lombardi, la guerra per il controllo del territorio nel promontorio. Strage di San Marco in Lamis come spartiacque

Molto sta cambiando nel mondo della mafia garganica; la strage del 9 agosto 2017 a San Marco in Lamis ha segnato uno spartiacque. Lo sanno bene i componenti della Direzione Investigativa Antimafia che nelle scorse ore hanno pubblicato la relazione semestrale relativa alla prima metà del 2019, ricostruendo affari e legami scaturiti in seguito a quella mattanza. Emerge uno spaccato cruento, contrassegnato dalla storica guerra tra organizzazioni malavitose per il controllo del territorio e del traffico di droga. In questo scenario emerge la potenza criminale dei montanari Li Bergolis-Miucci che al momento si troverebbero in posizione predominante rispetto ai rivali del clan Lombardi ma questi ultimi continuano ad avere maggior peso sul territorio di Vieste grazie all’alleanza con il gruppo criminale di Marco Raduano, egemone nella città del Pizzomunno. D’altronde Vieste riveste un ruolo centrale nel business degli stupefacenti alla luce dei contatti ravvicinati con i trafficanti albanesi.

“Lo scenario criminale del Gargano continua ad essere contraddistinto da una forte instabilità – riporta la DIA nella relazione – sulla quale incide in modo determinante la cruenta contrapposizione tra il gruppo di Mario Luciano Romito (ormai soppiantato dal clan Lombardi-Ricucci-La Torre) e Li Bergolis-Miucci, che si riverbera su tutta la criminalità locale e, in particolare, a Vieste, nella faida tra i clan Iannoli-Perna e Raduano. Risultato di quanto detto, nel periodo in esame, sono i ferimenti e i tentati omicidi, culminati negli agguati del 21 marzo 2019 a Mattinata (l’uccisione di Francesco Pio Gentile alias “Passaguai”), e del 26 aprile 2019 a Vieste (omicidio del giovane capoclan Girolamo Perna detto “Peppa Pig”)”.

“Gentile – ricordano gli investigatori – era un elemento di spicco dello scenario mafioso del Gargano, come hanno dimostrato le numerose inchieste che lo hanno visto coinvolto ed aveva assunto il ruolo di reggente dell’ormai ex clan di Mario Luciano Romito all’indomani della strage di San Marco in Lamis del 9 agosto 2017, nella quale era stato ucciso il cugino, boss del sodalizio. ‘Passaguai’ era già scampato ad un agguato, il 26 gennaio 2016, evento che coincise con l’inizio dell’escalation della faida di Vieste. Non è da escludere – puntualizza la DIA – che l’omicidio possa avere una duplice chiave di lettura: da un lato quella riconducibile ad ordinari meccanismi di vendetta, dall’altra, quella che richiama ad una più ponderata strategia del clan Li Bergolis-Miucci di approfittare delle contingenti difficoltà della cosca avversa per estrometterla dalla gestione delle attività illecite”.

“Anche il capoclan Perna – prosegue la DIA – era già stato oggetto di due tentati omicidi e, oltre a ricoprire il ruolo di vertice del gruppo Iannoli-Perna, era una figura di rilievo dell’intero panorama criminale garganico per la sinergia con il clan Li Bergolis-Miucci di Monte Sant’Angelo ed il suo reggente (Enzo Miucci alias “U’ Criatur”, ndr)”.

Secondo la relazione, “proprio i Li Bergolis-Miucci stanno conservando un ruolo centrale nell’area garganica grazie alla capacità di catalizzare elementi provenienti da altri gruppi dell’area e di conciliare l’ambizione di crescita criminale delle nuove leve con il desiderio di vendetta nei confronti della famiglia rivale, indebolita dalle attività investigative e giudiziarie”.

Il clan Lombardi-Ricucci-La Torre, operante tra i comuni di Manfredonia, Monte Sant’Angelo (frazione di Macchia) e Mattinata, “è dedito al traffico di sostanze stupefacenti, estorsioni, rapine ai portavalori e riciclaggio di denaro di provenienza illecita in attività commerciali. Il sodalizio rappresenta il risultato delle rimodulazioni interne realizzate, dopo i cruenti eventi che hanno colpito il gruppo di Mario Luciano Romito, con la scalata ai vertici dei due capiclan”, – i “macchiaioli” Pasquale Ricucci (ucciso a novembre 2019) e Matteo Lombardi (in cella) -, “nonché di altri elementi di spicco nel territorio di Mattinata, dove da sempre risiede un’importante frangia operativa del gruppo”.

“La cosca Lombardi-Ricucci-La Torre – ricorda la relazione DIA – è stata così denominata per la prima volta nel provvedimento cautelare eseguito nei confronti di Matteo Lombardi alias ‘A’ Carpnese’, sotto processo con l’accusa di aver organizzato e commesso l’omicidio di Giuseppe Silvestri a Monte Sant’Angelo il 21 marzo 2017. Le indagini – è riportato nel documento – avrebbero chiarito come il movente del delitto fosse da individuare nell’esigenza di ripristinare gli equilibri di forza sul territorio, messi in discussione da una banda di rapinatori, legati ai clan Li Bergolis-Miucci e Iannoli-Perna, che aveva consumato una violenta rapina ai danni di una gioielleria di Monte Sant’Angelo, nonostante questa fosse sotto la protezione del gruppo di Lombardi. Con l’omicidio di uno degli esponenti della banda, i ‘macchiaioli’ hanno voluto rendere evidente il loro controllo del territorio, ristabilendo la propria posizione negli assetti criminali del Gargano a partire da Monte Sant’Angelo, roccaforte dei Li Bergolis”.

La DIA scrive inoltre che il gruppo di Lombardi “è legato ad alcune cosche calabresi ed ha rapporti con i clan Trisciuoglio e Moretti di Foggia, con la malavita di Cerignola ed altri sodalizi del promontorio garganico. In particolare, a Vieste, è schierato a favore dei Raduano, che ne costituiscono un altro braccio operativo. Peraltro, negli ultimi mesi il clan è stato duramente colpito da importanti operazioni di polizia proprio nelle sue articolazioni operative di Mattinata e di Vieste. Più nel dettaglio, il 25 gennaio 2019, nell’ambito di un’indagine che ha ricostruito l’asse criminale tra Gargano, basso Tavoliere (Cerignola) e BAT nel settore degli assalti ai blindati, due elementi di vertice del gruppo di Mattinata (Francesco Scirpoli e Antonio Quitadamo, ndr) sono stati arrestati perché ritenuti responsabili dell’assalto ad un portavalori compiuto a Bollate (MI), il 15 ottobre 2016″.

La mappa della mafia foggiana, primo semestre 2019

Vieste, clima di tensione. “Lotta per la sopravvivenza”

“In connessione con la conclamata contrapposizione tra i Lombardi ed i Li Bergolis – scrive la Dia – è da inquadrare anche la cruenta faida di Vieste, tra i Raduano e gli Iannoli-Perna”. Con i primi in posizione di vantaggio sui secondi. “Nell’ambito dell’operazione ‘Scacco al Re’, eseguita il 3 giugno 2019, sono state ricostruite le responsabilità del capoclan Girolamo Perna quale mandante del tentato omicidio, del 21 marzo 2018, ai danni del capoclan rivale Marco Raduano. L’indagine ha ricostruito il clima di tensione determinato dalla faida tra i clan, in lotta non solo per il controllo delle attività illecite e la gestione delle piazze di spaccio, ma anche per la sopravvivenza stessa dei rispettivi sodali“.

Del clan Iannoli-Perna, la DIA scrive: “È dedito al traffico di sostanze stupefacenti, alle estorsioni, alle rapine ai portavalori ed al riciclaggio di denaro di provenienza illecita in attività commerciali. In particolare, l’operazione ‘Ultimo Avamposto’ ha confermato come le coste del Gargano siano state utilizzate come terminal per le rotte dei trafficanti di marijuana provenienti dall’Albania, da smerciare anche su scala nazionale. L’attività di indagine, svolta tra marzo 2017 e giugno 2018, ha fatto luce su un gruppo composto da elementi del clan che contavano su articolazioni territoriali per rifornire le piazze di spaccio, anche extraregionali, come quella in Abruzzo capeggiata da un elemento di spicco della cosca”.

Il resto del Gargano

Occhi puntati, inoltre sui “territori di San Marco in Lamis, Rignano Garganico, Sannicandro Garganico e Cagnano Varano con le incisive presenze di gruppi locali – come i Martino ed i Di Claudio-Mancini, tra loro contrapposti – ed il ritorno della famiglia malavitosa Tarantino (vicina ai montanari Li Bergolis-Miucci, ndr), cui si aggiungono nuove figure criminali che sono riuscite a diventare punti di riferimento in zona per i sodalizi di Foggia, San Severo e Gargano”.

Infine, “a San Giovanni Rotondo si registrano segnali di una ricomposizione del tessuto criminale locale, favorito dalla presenza di soggetti particolarmente attivi nel mercato degli stupefacenti e capaci di catalizzare nuove leve. Il forte controllo del territorio da parte della criminalità di quell’area emerge anche dagli esiti dell’operazione ‘Wonderland’ che ha fatto luce su un sistema fraudolento nel settore agrorurale, attraverso il quale una famiglia di pregiudicati, originaria di Sannicandro Garganico e contigua alla criminalità organizzata locale, ha percepito per oltre 15 anni indebite erogazioni pubbliche”. (In alto, gli omicidi di Gentile e Ricucci; nel riquadro, Scirpoli, Lombardi, Raduano e Quitadamo; sotto, i due Miucci, Caterino e Perna)

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