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Home - Mafia Cerignola, il capo degli assalti ai caveau nella relazione di scioglimento. Il prefetto: “Comune agevolava la criminalità”

Mafia Cerignola, il capo degli assalti ai caveau nella relazione di scioglimento. Il prefetto: “Comune agevolava la criminalità”

Di Francesco Pesante
27 Dicembre 2019
in Inchieste
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C’è anche il nome di Paolo Sorbo nelle pagine della relazione di scioglimento del Comune di Cerignola firmata dal prefetto di Foggia, Raffaele Grassi. L’uomo, 43 anni, è ritenuto dagli inquirenti il grande capo della banda che assaltava portavalori e caveau. Sorbo fu arrestato dalla polizia nel giugno 2016 mentre si nascondeva nell’abitazione di una famiglia di insospettabili in una Casa Cantoniera sulla SS16 tra Foggia e Cerignola, in agro di Stornara. Sul criminale, nato a Canosa ma cerignolano doc, all’epoca latitante, pendeva un provvedimento emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Bologna per l’espiazione della pena di 17 anni e 4 mesi di reclusione. Svariati i reati a lui contestati: rapina, attentati alla sicurezza dei trasporti, danneggiamento seguito da incendio e porto d’armi. L’uomo fu condannato per due assalti a portavalori sull’autostrada A14 nel giugno e ottobre 2008 all’altezza di Bologna e Forlì. Nel primo assalto il gruppo criminale guidato dal cerignolano si impossessò di oltre 3 milioni di euro. Andò male a Forlì, dove la banda fuggì a mani vuote.

Oggi il nome di Sorbo è tornato alla ribalta in seguito allo scioglimento del Comune per infiltrazioni della criminalità organizzata. Nelle carte spuntano trattamenti di favore alla famiglia del malavitoso. “La particolare attenzione riservata dall’amministrazione comunale di Cerignola e, in via principale, dal sindaco Franco Metta – scrive il prefetto Grassi –, a interessi personali riconducibili a soggetti gravitanti negli ambienti malavitosi, emerge dalla vicenda relativa all’istanza, prodotta da omissis, di inserimento del fondo di sua proprietà – di considerevole estensione, pari ad una superficie complessiva di 5435 mq – nella zona omogenea B3 del Piano Regolatore”.

Il prefetto poi aggiunge: “La Commissione ha evidenziato che, a distanza di ben 13 anni dalla approvazione da parte della Regione Puglia del nuovo Prg comunale e dopo una serie di tentativi dell’interessato, andati a “vuoto” con le precedenti amministrazioni, a seguito di una nuova istanza del omissis, presentata il 27 giugno 2017, il consiglio comunale, con una “interpretazione autentica” di precedenti deliberazioni denegatorie, estende l’inserimento dell’intero fondo di proprietà del omissis in zona B4. La relativa deliberazione di consiglio veniva censurata dalla Regione, che ne suggeriva l’annullamento in autotutela: all’invito il Comune di Cerignola non ha mai ottemperato. Omissis – conclude la relazione – è il padre di Paolo Sorbo, nato a Canosa nel 1976, pluripregiudicato anche per reati associativi e già sorvegliato speciale della Ps”.

Stando alla relazione, “alcuni pluripregiudicati, condannati per associazione di stampo mafioso, e i congiunti degli stessi – si legge- non pagano i tributi comunali e non risulta una conseguente realtà attività ricuperatoria da parte dell’amministrazione comunale. Nella maggior parte dei casi, il mancato pagamento dei tributi da parte dei pregiudicati inizia dal 2015, in coincidenza con l’inizio della consiliatura Metta”. E ancora: “La Commissione ha riscontrato l’inerzia dell’attuale amministrazione comunale di Cerignola (ormai ex, ndr) in merito alla riscossione di imposte e tasse, che si risolve in una ingiustificata agevolazione di soggetti legati alla criminalità organizzata”.

Secondo gli inquirenti, Sorbo era al vertice delle “Iene” di Cerignola (così furono ribattezzate in un blitz di polizia), gruppo malavitoso che assaltò il caveau NP Service di Foggia e quello della Cosmopol ad Avellino. Quando Sorbo venne pizzicato nella Casa Cantoniera, gli agenti trovarono e sequestrarono numerosissimi cellulari con relative schede telefoniche; radio ricetrasmittenti; vari fogli riportanti una serie di scritte riferite a località e tempi di percorrenza; vari abbattitori di frequenze; varie porta targhe in plastica nonchè targhe di nazionalità tedesca; tre mototroncatrici circolari; quattro dischi per mototroncatrice; due lampeggianti di colore blu; quattro saldatori a gas; numerosi martelli infrangi vetro, martelli, seghetti, scalpelli, piedi di porco, torce, pinze e cacciaviti vari; una rete metalllica a bande chiodate. (In alto, il blitz di polizia nella Casa Cantoniera; nel riquadro, Sorbo)

Tags: CerignolaFranco MettamafiaPaolo SorboRaffaele Grassi
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