Mafia Gargano, appalti e champagne a Mattinata. Nella sentenza sugli “incandidabili” spuntano gli affidamenti all’uomo del clan “Pasqualotto”

La sentenza che ha decretato l’estromissione dalla politica di quattro ex amministratori mattinatesi, ripercorre tutti i casi che hanno portato allo scioglimento del Comune per infiltrazioni criminali

Una sentenza durissima quella della Prima sezione civile del Tribunale di Foggia, presidente Caterina Lazzara, giudici Mariangela Carbonelli e Nicola D’Amore, che attesta senza ombra di dubbio a Mattinata la presenza della mafia negli enti comunali e nella politica locale in particolare. Passaggi inequivocabili su questioni più volte sollevate da l’Immediato, ora certificate dai giudici che hanno messo a tacere anche quanti continuavano a negare il fenomeno mafioso prendendosela con la stampa.

Gare di appalto torbide, irregolari, per le quali sono sotto accusa il sindaco Michele Prencipe, il suo vice Angelo Perna, l’assessore Pasquale Arena e il consigliere di maggioranza Angelo Totaro, e dove principalmente viene  evidenziata “l’arbitrarietà e la totale assenza di iniziative di vigilanza e controllo” da parte di questi, ma non solo.

Ed ancora: “L’adozione di delibere con le quali si è consentita l’infiltrazione indiretta o la persistenza dell’infiltrazione dell’organizzazione criminale mafiosa negli appalti di opere e di servizi di competenza ed affidati alla gestione dell’ente comunale.”

Infine: “Le parentele, i rapporti di convivenza ed i rapporti di frequentazione (questi in particolare comprovati dai controlli di polizia) dei soggetti ai quali sono stati affidati appalti, posti di lavoro, con esponenti della criminalità organizzata; la totale assenza di iniziative per ricondurre nel binario della legalità le condotte abusive (es. parcheggi abusivi, uso di opere appaltate realizzate ma non consegnate all’ente appaltante – il riferimento è agli impianti sportivi in zona “Concezione” -); i contratti d’appalto non rispettati, laddove tali condotte erano riconducibili a soggetti strettamente legali ad esponenti della criminalità organizzata”.

Come detto, sotto accusa sono anche le vistose inerzie dei dirigenti comunali anch’essi colpevoli di omissioni e mancanze, mischiate a parentele e conflitti di interesse, che gridano vergogna.

Sono molti i casi presi in esami dal Tribunale che non risparmia neppure la difesa degli amministratori, capitanata dallo studio legale del solito avvocato Pasquale Lanzetta, che pare “l’Assopigliatutto” di incarichi. Una difesa definita: “…non aderente alla realtà…”, “…parcellizzata e irrilevante…”, “…con visione partigiana dei fatti”. 

Dalla sentenza del Tribunale, e come caso emblematico emerge preponderante la figura del “pregiudicato Francesco Ciuffreda soprannominato Pasqualotto (nella foto in alto mentre brinda insieme all’ex sindaco Prencipe e ad Angelo Totaro).

In uno dei capitoli della sentenza si parla a chiare lettere degli “Interventi di valorizzazione turistico-ricreativa dei boschi in località “Vergone del Lupo”, affidati alla cooperativa agricola a r.l. “Euro 2000”. Orbene, dalla visura storica della cooperativa è emerso che sino al febbraio 2015 nella compagine sociale della Euro 2000 era presente anche come presidente del consiglio di amministrazione (dunque con un ruolo affatto marginale, ma piuttosto primario) Ciuffreda Francesco, alias “Pasqualotto”, soggetto legato sin dalla giovane età al clan Romito (occupandosi a quell’epoca del contrabbando di sigarette negli anni ‘90 controllato dai Romito). Il Ciuffreda – continuano i giudici – è stato più volte controllato con soggetti pregiudicati gravitanti negli ambienti della criminalità organizzata. Quel che importa evidenziare in questa sede è che l’uscita dalla compagine societaria del Ciuffreda Francesco alias “Pasqualotto” è immediatamente precedente alla procedura di affidamento dei lavori per gli interventi di valorizzazione turistico-ricreativa dei boschi in località “Vergone del Lupo”.

E ancora: “L’uscita ha reso possibile il rilascio della certificazione antimafia liberatoria. Anche in questo caso ricorre, dunque, l’indiretto collegamento degli appalti conferiti dal Comune alla criminalità organizzata, stante i legami della compagine sociale affidataria degli appalti con la criminalità, tale da ritenere compromessa l’imparzialità delle amministrazioni comunali, pur a fronte dell’assenza di irregolarità formali in capo alla società affidataria dei lavori. Sostengono i resistenti che la cooperativa “Euro 2000” sarebbe l’unico operatore economico locale in possesso dei requisiti previsti dalla legge così che il responsabile del settore non poteva procedere diversamente se non affidando i lavori alla suddetta cooperativa, una volta ottenuta, peraltro, anche la comunicazione antimafia liberatoria. La difesa non coglie nel segno ed è irrilevante ai fini delle valutazioni che devono essere operate in questa sede, ove si consideri, per un verso, che gli appalti dell’ente non devono essere necessariamente conferiti a soggetti ed operatori locali, e, per altro verso, che la visura della Camera di Commercio prodotta in giudizio non è una visura storica, e non smentisce gli accertamenti operati dalla Prefettura sulla base dei quali il Ciuffreda Francesco, alias “Pasqualotto”, ha guidato la compagine sociale nella qualità di presidente del consiglio di amministrazione e ciò proprio sino a prima che alla cooperativa, nel 2015, fossero affidati lavori di cui si discute”.

Ma non è tutto: “Dalla visura prodotta dai resistenti si ha, piuttosto conferma che gli amministratori per i quali è stata chiesta la certificazione antimafia, ovvero per il presidente ed il vicepresidente del consiglio di amministrazione, ed il consigliere amministratore sono stati nominati nelle rispettive cariche il 27 gennaio 2015”.

Tira in ballo “Pasqualotto” anche il capitolo riguardante “I lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria del verde cittadino nel periodo 2014/2016. Ha accertato la Prefettura, sono stati in genere eseguiti mediante affidamento diretto, per importi inferiori ai € 40.000,00, quasi esclusivamente alla Green Parking (riconducibile al noto pregiudicato Francesco Notarangelo, alias Natale, sempre del clan Romito, ndr), alla “Agriservice” società cooperativa di lavoro agricolo, nonché alla cooperativa forestale “Quadrifoglio Srl”. Relativamente all’ “Agriservice” va osservato come nella compagine sociale figurava, al principio (così come nella Euro 2000) quale presidente del consiglio di amministrazione il citato pregiudicato Ciuffreda Francesco alias “Pasqualotto”. Inoltre la sede legale della società coincide ancora proprio con l’abitazione personale del Ciuffreda (e della sua famiglia). È stato altresì verificato che su un profilo Facebook il numero di telefono indicato come riferimento della società cooperativa in questione è quello in uso al Ciuffreda Francesco. A quest’ultimo appare, dunque, ancora riconducibile la società. Alla Green Parking ed alla “Agriservice” sono stati, altresì, affidati interventi sul cimitero e su aree a verde comunali.

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