Addio di Iaccarino all’UDC, Angelo Cera furioso: “Leo come Prometeo si è attirato l’ira del cielo”

“Il partito non trattiene nessuno, non preghiamo chicchessia che non sia in odor di santità”, rileva l’ex deputato dopo l’annuncio del consigliere foggiano del passaggio in Forza Italia

Botta e risposta tra Leo Iaccarino e Angelo Cera, che con grande tempestività ha subito vergato una nota stampa contro il campione di consensi delle Primarie del centrodestra foggiano. Ecco le sue parole. “L’ultima uscita di Leonardo Iaccarino che proclama il suo abbandono dall’UdC preannunciando un suo possibile approdo sotto le insegne di Forza Italia e la premorienza dell’UdC dalla scena politica locale ci regala ora un’insperata serenità che farà bene a tutti.

A lui che, come Prometeo si è attirato l’ira del cielo per aver acceso il primo fuoco sulla terra, forse riuscirà a trovare un po’ di quiete nel nuovo accogliente habitat selezionato dal mero calcolo, peraltro parecchio improbabile di successo.

A noi che potremo ritrovare adesso la pace necessaria per riprendere a promuovere, e a dire la verità in tutta umiltà e senza l’improntitudine, la sfrontatezza e la presunzione che abbiamo dovuto tollerare per la carità cristiana che ci appartiene, la presenza dei cattolici democratici e dei democratici di centro nel conflitto politico in atto anche nella città di Foggia dove il nostro eroe promette fuochi artificiali, forte del suo spirito professionale di pompiere che lo ha spinto a misurarsi nell’agone politico non per spegnere ma per alimentare ovunque fuochi, circostanza questa di rara rappresentazione se non nella pratica politica della Roma imperiale retta da Domizio Enobardo, più conosciuto come Nerone.

L’UDC di Foggia non trattiene nessuno – conclude -, non preghiamo chicchessia che non sia in odor di santità. Perché abbiamo nel nostro DNA gli insegnamenti del grande Aldo Moro il quale, in circostanze persino meno accalorate dal furore guerresco che cogliamo nelle parole di Iaccarrino, sentenziava che a tutti deve essere consentito di entrare senza bussare e uscire senza salutare”.



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