Mafia Mattinata, i guai degli “incandidabili” e la fine del potere targato Prencipe

Mentre Monte Sant’Angelo si mostra virtuosa e, dopo lo scioglimento del 2015, si riscatta piazzando due consiglieri provinciali, la farfalla del Gargano sprofonda sempre più

La scure del Ministero su Mattinata. Come anticipato in esclusiva da l’Immediato giorni fa, il Viminale ha proposto l’incandidabilità per gli ex amministratori del Comune sciolto per mafia nel marzo 2018. Oltre all’allora sindaco, Michele Prencipe, rischiano di dire addio alla politica, l’ex vicesindaco Angelo Perna, vero collettore di voti ed interessi nel paese e funzionario dell’Ente Parco, l’ex assessore all’Urbanistica Pasquale Arena e l’ex consigliere di maggioranza Angelo Totaro, docente di scuola superiore (a sinistra nel riquadro in alto).

E mentre Monte Sant’Angelo, dopo lo scioglimento del 2015, si riscatta piazzando due consiglieri provinciali, a Mattinata Michele Prencipe e Pasquale Arena, rispettivamente cugino e nipote del chiacchieratissimo ex assessore ai Lavori Pubblici Giuseppe Prencipe (a destra nel riquadro in alto), rimediano entrambi una proposta di incandidabilità. Un duro colpo per lo stesso Giuseppe Prencipe, politico dal soprannome impronunciabile, ritenuto per anni molto influente in paese, uomo al potere in vari partiti di destra (ogni elezione un partito diverso) e deus ex machina della vecchia amministrazione, nata da un suo personale progetto amministrativo poi miseramente naufragato nello scioglimento per mafia: si dice demolito politicamente per volere del suo ex capo politico ed ex sindaco Iannottacol quale faceva coppia in una serie di vignette satiriche che spopolarono sui social nei giorni subito successivi allo scioglimento.

La proposta di incandidabilità pesa come un macigno anche su Angelo Totaro, ex presidente della Confcommercio locale, ultimamente incappato in più di un guaio. L’ex consigliere, infatti, finì al centro dell’attenzione già dopo la revoca delle concessioni (che si volevano politicamente consolidate) per il locale della movida “Agorà”, da lui gestito e bersaglio dalla Prefettura di Foggia.

Totaro, secondo il decreto di scioglimento del prefetto Mariani (nella foto grande), è apparso in più di una occasione in compagnia di Francesco Ciuffreda, conosciuto ai più come “Pasqualotto”, pregiudicato e fiancheggiatore dei Romito.

Appena eletta, l’amministrazione sciolta per mafia avrebbe fatto si – sempre secondo il decreto del prefetto – che la moglie di questo pregiudicato trovasse impiego nella ditta appaltatrice del servizio mensa scolastica. Fu uno dei passaggi della relazione che fece maggiore scalpore in paese. Ora questo sodalizio viene additato a motivo di incandidabilità: i propri interessi prima di tutto.



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