Mafia Mattinata, si abbatte la scure del Ministero. Chiesta incandidabilità per gli ex amministratori

In tribunale la posizione della vecchia sulla quale pesa come un macigno la relazione prefettizia riguardante le infiltrazioni criminali nella macchina amministrativa

Dopo lo scioglimento per mafia del Comune di Mattinata e l’arrivo dei commissari, si aprono ora le aule dei tribunali. La notizia, destinata a far discutere e che si è diffusa a macchia d’olio in paese con un gran rincorrere di quesiti e quant’altro, è quella della proposta del Ministero dell’Interno di incandidabilità per gli ex amministratori, su tutti l’allora sindaco, Michele Prencipe (nella foto in alto intervistato da Nello Trocchia nella trasmissione “Nemo” su Rai 2). Sulla vecchia giunta pesa come un macigno la relazione prefettizia riguardante le infiltrazioni criminali nella macchina amministrativa. Prencipe e soci, anche se non coinvolti direttamente da episodi riconducibili alla malavita organizzata, potrebbero presto dire addio alla carriera politica se i giudici confermeranno l’incandidabilità. È già successo a Monte Sant’Angelo dove l’ex primo cittadino, Antonio Di Iasio fu definitivamente dichiarato incandidabile nel dicembre 2016.

 

All’epoca la Corte d’Appello di Bari accolse il ricorso del Ministero dell’Interno dichiarando fuori dalla politica, oltre a Di Iasio, anche Vincenzo Totaro (ex assessore ai Lavori Pubblici) e Damiano Totaro (politico locale con interessi nel mondo delle RSSA e nel calcio). Fu quello l’ultimo capitolo della vicenda giudiziaria scaturita dallo scioglimento del Consiglio comunale di Monte Sant’Angelo per infiltrazioni della criminalità. Il Ministero, nel maggio precedente, fu condannato a pagare le spese processuali ma pochi mesi dopo i i giudici ribaltarono la situazione. Per Di Iasio e soci si trattò del colpo finale, dopo che il Tar del Lazio aveva già rigettato il ricorso contro lo scioglimento per mafia. In quanto a Mattinata, il tribunale amministrativo si pronuncerà nelle prossime settimane.