In tre per il ruolo di capo dell’ASL di Foggia, ecco i nomi. C’è anche dirigente del Comune, Carlo Dicesare

Il governatore regionale Emiliano, in queste ore alle prese con il mal di pancia dell’assessore dimissionario Leonardo Di Gioia, deciderà prima della prossima Giunta

Tre nomi sul tavolo del governatore Michele Emiliano per la nomina a direttore generale dell’Asl di Foggia. Dopo i colloqui degli aspiranti alla poltrona delle scorse settimane, la lista dei papabili si sarebbe notevolmente ristretta. Il governatore – in queste ore alle prese con i mal di pancia dell’assessore dimissionario Leonardo Di Gioia -, dovrà sciogliere il nodo tra l’attuale manager Vito Piazzolla (il cui incarico è scaduto il 22 dicembre scorso), il direttore amministrativo dell’Oncologico di Bari, Massimo Mancini, e l’outsider Carlo Dicesare, dirigente alla Cultura del Comune di Foggia che, seppur mai impegnato nel settore sanitario, è presente nell’elenco nazionale degli idonei alla nomina a dg delle aziende del Sistema sanitario.

Il responsabile regionale del settore e braccio destro di Emiliano, Giancarlo Ruscitti, fa sapere a l’Immediato che “non c’è nessuna nuova” al momento. Qualche settimana fa, in una intervista, aveva preannunciato tempi rapidi per la definizione della procedura. La decisione del governatore potrebbe essere ratificata durante la prossima riunione di Giunta. Stando ai rumors provenienti da Bari, le quotazioni dell’attuale dg sarebbero in salita, e la tesi più probabile sembra essere quella di una riconferma. Piazzolla venne nominato commissario (allora era all’Aress) dall’ex governatore Nichi Vendola ad aprile del 2015: una sua riconferma significherebbe la definitiva “benedizione” da parte dell’ex magistrato.

Gli altri due, tuttavia, potrebbero essere i nomi inattesi di Emiliano, uno che da queste parti ha già avuto modo di cacciare qualche coniglio dal cilindro (vedi la nomina “a sorpresa” di Giovanni Pennisi in Fiera al posto di uno dei fedelissimi di Di Gioia, Potito Belgioioso). Le prossime ore potranno essere risolutive per capire le sorti di un’azienda decisiva per la provincia di Foggia – con un fatturato di 1,2 miliardi e circa 6mila dipendenti -, in una fase delicata di riconversione delle strutture territoriali e dei servizi. (in alto da sinistra, Piazzolla, Dicesare e Mancini)

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