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Home - Mafia cerignolana, clamoroso sequestro da 50 milioni di euro. Crolla impero del “re del vino”

Mafia cerignolana, clamoroso sequestro da 50 milioni di euro. Crolla impero del “re del vino”

Di Redazione
10 Gennaio 2019
in Cronaca
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Sequestro record in Emilia Romagna, valore 50 milioni di euro! La Dia di Bologna, coordinata dal procuratore di Ravenna Alessandro Mancini e dal pm Lucrezia Ciriello, in esecuzione di un provvedimento emesso dal gip ravennate Andrea Galanti, ha sequestrato l’impero dell’imprenditore vitivinicolo di Faenza, in provincia di Ravenna, Vincenzo Secondo Melandri.

Melandri, conosciuto come ‘il re del vino’, nel 2012 fu coinvolto nella maxi operazione della DDA di Bari, “Baccus” che svelò le infiltrazioni della mafia foggiana nel mondo vitivinicolo dell’Emilia Romagna. Vicenda per la quale la Corte d’Appello ha emesso nei suoi confronti una condanna a 4 anni di reclusione per reati associativi finalizzati alla truffa aggravata ed ai reati fiscali.

Vincenzo Secondo Melandri

Nel dicembre del 2017 l’imprenditore è stato invece arrestato dalla Dia di Bologna nell’ambito dell’operazione Malavigna, poiché ritenuto referente di un gruppo criminale specializzato nel riciclaggio di ingenti capitali di provenienza illecita e nelle frodi fiscali, perpetrate mediante l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.

Oltre a Melandri (che risulta tuttora detenuto), sono indagati anche i cerignolani Gerardo Terlizzi, fratello del più noto Giuseppe, reggente dell’ex-clan Piarrulli-Ferraro, e i fratelli Pietro e Giuseppe Errico, anch’essi pregiudicati vicini al clan (operante nella provincia di Foggia), nonché Roberta Bassi, compagna e socia in affari di Melandri, Rosa D’Apolito di Monte Sant’Angelo e Ruggiero Dipalo di Cerignola. Tutti sarebbero stabilmente al servizio dell’associazione e delle sue esigenze operative. Nell’ambito dell’operazione erano stati anche eseguiti provvedimenti di sequestro su beni e liquidità per un valore complessivo stimato in oltre 20 milioni di euro.

Le recenti indagini patrimoniali svolte dalla Dia, sulla copiosa documentazione societaria e bancaria rinvenuta nel corso di tale attività, hanno permesso di ricostruire, nella sua interezza, l’ingente patrimonio di Melandri e della compagna Roberta Bassi, risultato nettamente sproporzionato rispetto alla sua capacità reddituale.

Questo ha consentito di pervenire al sequestro di compendi aziendali e partecipazioni societarie, di 185 beni immobili (nelle province di Ravenna, Forlì e Brescia) costituiti da fabbricati e terreni, di beni mobili registrati (tra cui 4 auto d’epoca), di disponibilità finanziarie depositate in Italia e nella Repubblica di San Marino per un valore complessivo stimato prudenzialmente in oltre 50 milioni di euro.

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Tags: CerignolamafiaMelandrire del vinoSequestro
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