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Home - Golfini, divise e campagne social naïf. Tutte le strategie dei candidati alle Primarie

Golfini, divise e campagne social naïf. Tutte le strategie dei candidati alle Primarie

Di Antonella Soccio
28 Gennaio 2019
in Politica
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Il centrodestra foggiano, con le Primarie e lo scontro interno, ha monopolizzato l’intero dibattito politico delle amministrative 2019. Gli altri schieramenti, al di là dei retroscenismi e delle decisioni più o meno assunte, come nel caso del M5S con l’indicazione del candidato sindaco Giovanni Quarato, sono totalmente assenti dalle dinamiche di consenso e di discussione dell’opinione pubblica. O se intervengono è sempre a rimorchio dei temi lanciati dalla Lega o dall’amministrazione.

Landella, l’uomo da battere

Maglione a collo alto, piumino giovanile, il sindaco di Foggia Franco Landella sta affrontando le Primarie con uno stile molto colloquiale e diretto. Ieri sera, di domenica, era davanti al suo comitato all’isola pedonale per salutare i cittadini e le cittadine.

La sua presenza sulla rete da un po’ di tempo è sempre originale. Il sindaco dà notizie, anticipazioni e non teme le ironie, anche con scatti fin troppo pop.

Significativo il passaggio al Ministero dei beni Culturali. Un prima e dopo, da manuale. Faccia torva la prima volta alla prima visita con valigetta e spolverino, esultanza da stadio alla notizia del via libera ai Campi Diomedei in compagnia del’assessore Sergio Cangelli.

Da molti mesi Landella, grazie alla sua agenzia Sinkronia e alla collaborazione dell’addetto stampa Simone Perdonò e di sua moglie Daniela Di Donna, ha abituato i foggiani al suo essere su Instagram, dove è apparso alla guida della sua auto in direzione Perugia e in molte altre pose più private, come quella con lo scooterone sulle curve del Gargano. Dal trono del 2014, il sindaco sei tu, al segno di vittoria del 2019, con il gioco di parole “È viva Foggia. La città non si ferma”.

Miranda, lo sfidante

“Cambiamo il destino, Foggia diverrà grande” e #fermimai sono lo slogan e l’hashtag di Luigi Miranda, candidato della Lega, che è chiamato a vincere la sfida, non foss’altro perché quello di Andrea Caroppo è stato il maggior partito a pretendere le Primarie. Il partito che ha indotto il sindaco uscente ad accettare la competizione, per non rompere il centrodestra, che i sondaggi vogliono ormai a trazione leghista anche al Sud, con oltre il 22% stimato in Puglia.

Miranda sta ancora calibrando la sua squadra insieme alla community Manifesto per Foggia. “Sono stato candidato all’improvviso, faremo delle modifiche, c’è tempo per migliorare il messaggio”, rivela a l’Immediato commentando il video whatsapp confezionato dall’attivista salviniano Angelo La Quaglia, che si è prestato a facili ironie a causa del fotomontaggio con Salvini.

Tentare di imitare il Capitano è una missione impossibile per uno che è cresciuto col mito di Silvio Berlusconi sin dall’adolescenza.

Di certo ha cambiato il suo stile, il modello più vicino è quello del segretario pugliese, altrettanto piacente e “pulito”. Miranda ha lasciato i vestiti di sartoria e le cravatte Marinella per un outfit più leghista bene. Maglioncino di lana, jeans sdruciti ma firmati, capelli meno impomatati. Che ne farà dei suoi begli abiti? Si chiede più di una forzista delusa.

La pagina social, in forte crescita e sponsorizzazione con 4700 fan, mantiene però un profilo molto istituzionale, up-bottom. Dall’alto verso il basso, con una caratterizzazione del tutto leaderistica. Video personali, foto del candidato presentato sempre con la sua faccia migliore, che tanto piace alle mamme e alle nonne. Ma anche a qualche ragazza più giovane.

Leo, l’outsider nazionalpopolare

Sta scatenando ilarità e polemiche invece il candidato Udc Leo Iaccarino, che sta facendo parlare di sé, grazie alla sua esuberanza.

La divisa sfoggiata insieme ai colleghi vigili del fuoco è stata l’argomento topic per un intero giorno, così come anche, ma più ufficiosamente, la foto che lo ritraeva nel comitato insieme a tanti amici.

Popolare, anzi “nazionalpopolare”, come lui ama definirsi, Iaccarino, che ha vissuto un grande lutto nella sua vita, è il candidato amico, che conosce tutti i baristi e i commercianti foggiani.

Neppure il king maker del sindaco, Massimino Di Donna, lo sottovaluta, stando a quanto raccontano gli insiders. Molto artigianale la sua campagna elettorale, fatta di contatti umani e di messaggi virali whatsapp.

Mainiero, l’oppositore

Infine, Giuseppe Mainiero, che rischia di essere escluso dal tavolo regionale per essersi rifiutato di firmare il codice etico e il patto di non belligeranza, che impone ai candidati di non denigrarsi gli uni contro gli altri.

Seguito dalla agenzia RedHot, Mainiero col suo movimento Foggia in testa ha già tenuto tre incontri partecipati ai quali ha invitato la cittadinanza, pescando anche in un elettorato non propriamente di destra. Tutti gli riconoscono di essere stato l’unica voce di opposizione in questi anni. La sua presenza sui social è molto radicata e il suo rapporto con la stampa assai consueto. Di nuovo ha la bella grafica dalla sua, col berretto e uno staff al suo fianco. Una campagna classica la sua finora. Nelle convention è molto professionale, mentre sul suo profilo privato, con le dirette e l’hashtag #afoggspote, continua ad essere veemente e “giovane”.

Nell’incontro di ieri ha anche ammorbidito molto i toni soliti da “braveheart”, presentando una proposta per il Quartiere Ferrovia e Corso Giannone.

Tags: Franco LandellaGiuseppe MainieroLeo IaccarinoLuigi MirandaPrimarie centrodestra Foggia
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