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Home - Anni fa era il “re” del traffico illecito di rifiuti, oggi Rocco Bonassisa prende il sole nel suo yacht a Manfredonia

Anni fa era il “re” del traffico illecito di rifiuti, oggi Rocco Bonassisa prende il sole nel suo yacht a Manfredonia

Di Francesco Pesante
13 Maggio 2014
in Inchieste
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La terza da destra è la barca “Noi Quattro” di Rocco “JR” Bonassisa

“Disastro senza precedenti in Italia”. Così parlò l’ex procuratore di Foggia, Vincenzo Russo nel giugno 2008 commentando l’operazione “Black River”. Anche all’epoca si scoprì (come per la recente Black Land) che decine di camion sversavano rifiuti in terra di Capitanata. Si parlò persino di “discarica abusiva più grande d’Europa”. Oltre 5mila metri quadri interessati e 500mila tonnellate di rifiuti pari a 330mila metri cubi. “Un disastro ambientale”, affermò Russo. Fu interessata l’area vicina al torrente Cervaro (sottoposta a vincoli paesaggistici) per la quale servirebbero molti milioni per bonificarla. In quell’inchiesta emerse che il traffico dei rifiuti consentì di guadagnare 2 milioni e mezzo di euro sotto forma di risparmio dei costi aziendali necessari se si fossero smaltiti. Proprio come la recente “Black Land” dove è emerso che alcune aziende della Campania non “compostavano” rifiuti preferendo gettarli nel territorio di Ordona grazie ad alcuni proprietari di terreni compiacenti.

Per quel disastro ambientale furono arrestati 12 soggetti. Durante l’inchiesta si raccolsero persino testimonianze di persone che raccontarono di aver trovato i propri animali morti in quell’area. L’indagine partì nel 2007 quando i carabinieri notarono strani movimenti a pochi kilometri da Castelluccio dei Sauri. I responsabili spalmavano, interravano e stratificavano i rifiuti per poi ricoprirli con inerti. Le successive analisi chimiche dopo le operazioni di carotaggio, dimostrarono l’inquinamento della zona.

Gli indagati dovevano ampliare la discarica di rifiuti solidi urbani di Deliceto. Per farlo sversarono tutti i rifiuti nella discarica abusiva adiacente al fiume Cervaro. Un’attività illecita che fece risparmiare all’Agecos, la ditta gestita da Rocco Bonassisa, coinvolto nella vicenda, i due milioni e mezzo di euro sopra citati.

Per “Black River” la difesa ha chiesto una perizia (l’ennesima) sui luoghi oggetto degli sversamenti. Se il Tribunale acconsentirà potrebbero allungarsi i tempi di chiusura del processo, in caso contrario la storia sul mega “disastro ambientale” potrà finire già entro questa estate.

Bonassisa in Tribunale con gli occhiali in testa
Bonassisa in Tribunale con gli occhiali in testa

Ma Rocco Bonassisa è anche uno dei protagonisti (in negativo) di un altro scandalo rifiuti, quello denominato Black Hole, stavolta a Orta Nova. Nel 2009 venne arrestato assieme al fratello Maurizio. Nel dicembre di quell’anno, la Guardia di Finanza di Foggia notificò su ordine dell’Autorità Giudiziaria e in relazione al sequestro di una “discarica abusiva di 68mila metri quadri nel Comune di Orta Nova“, dei provvedimenti cautelari di arresto domiciliare e di obbligo di dimora nei confronti di due persone. L’operazione portò alla denuncia di sette persone all’autorità giudiziaria; al sequestro di tre discariche abusive con una estensione complessiva di 143mila metri quadri, contenenti 130mila tonnellate di rifiuti speciali contaminati da cromo esavalente, amianto, metalli pesanti e idrocarburi. L’operazione si riferiva alla scoperta, nel 2008, da parte degli stessi militari foggiani, di tre siti in agro di Orta Nova dove venivano stoccate tonnellate di rifiuti nocivi.

Nonostante sia più recente rispetto a Black River, Black Hole trovò la sua fine già nel 2012. Rocco Bonassisa venne condannato a due anni di carcere per “traffico illecito di rifiuti” mentre il fratello Maurizio a 15 mesi con pena sospesa per entrambi (SCARICA LA SENTENZA). Prescrizione, invece, per il dirigente dell’Ufficio Tecnico Comunale di Orta Nova.

Ma nell’anno di grazia 2014, come se la passa Rocco Bonassisa? Di certo non malissimo. Sabato scorso, infatti, era nel suo yacht chiamato “Noi Quattro”. Maglietta nera a maniche corte e pantaloncini beige. Ai piedi un bel paio di ciabatte. Bonassisa prendeva il sole al porto turistico di Manfredonia, nel mastodontico cantiere aperto di “Marina del Gargano”. In riva al golfo sipontino è ormeggiata la sua bella barca, in attesa di prendere il largo verso nuovi lidi. Tutti molto lontani dalle “sue” terre avvelenate.

Tags: Black HoleBlack LandBlack RiverCastelluccio dei SauriDelicetoNoi QuattroOrdonaOrta NovarifiutiRocco BonassisaVincenzo Russo
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