Povertà educativa, Gentile e la Sasso contro Save the children: “Ma dove hanno preso quei dati?”

Quella di Save the Children è stata una tirata d’orecchie indigesta per gli assessori regionali al Welfare, Elena Gentile, e alla Formazione, Alba Sasso.

Quella di Save the Children (LEGGI) è stata una tirata d’orecchie indigesta per gli assessori regionali al Welfare, Elena Gentile, e alla Formazione, Alba Sasso. Non sono passate nemmeno 24 ore, infatti, per la replica al rapporto che piazza la Puglia sull’infelice podio della “povertà educativa”. “In Puglia – spiegano gli assessori della Giunta guidata da Nichi Vendola -, ci riferisce la ricerca di Save The Children- non sappiamo però su quali parametri impostata- sarebbe carente l’offerta di servizi e di opportunità educative e formative per bambini e adolescenti. E ci consola sapere che avrebbe carenze, secondo la stessa ricerca, anche una regione come l’Emilia Romagna. La ricerca forse non tiene conto a sufficienza del lavoro che in questi ultimi anni la Regione e molti comuni hanno realizzato in questo settore. La Regione Puglia, infatti grazie alle risorse dei fondi strutturali, ha investito massicciamente in strutture per la prima infanzia portando il numero dei nidi dagli 80 del 2004 ai 591 attuali. Ha investito , inoltre, 40 milioni del Fesr per laboratori informatici, per favorire l’uso delle nuove tecnologie nella didattica, rendendo la Puglia una delle regioni più avanzate in questo settore. Così come, utilizzando le risorse del Fondo Sociale Europeo, la nostra Regione ha investito in maniera significativa nel contrasto alla dispersione scolastica che, grazie al progetto ‘Diritti a Scuola’, è stata significativamente ridotta, passando da un tasso del 30,3% del 2004 al 19.5% del 2011, tasso che in questi ultimi anni si sta ulteriormente riducendo”. Poi continuano: “Si sono, inoltre, favorite occasioni e opportunità di crescita per bambini e ragazzi, sostenendo, anche finanziariamente, progetti didattici e culturali: dalle orchestre giovanili, che coinvolgono migliaia di bambini e ragazzi, alle attività teatrali svolte nelle scuole, a proposte didattiche su educazione alla pace e su formazione alla cittadinanza e alla legalità, per fare solo alcuni esempi. Ai quali si aggiunge una ricchezza di proposte culturale rivolta all’intera popolazione e quindi anche agli adolescenti. Basti ricordare il numero straordinario di giovani, più di tremila , che hanno partecipato alle attività del recente Bifest (Bari International film festival)”. “Infine – proseguono – questa ricerca non dà ragione della vivacità culturale e della passione civile della scuola pugliese, pronta ad accogliere con generosità stimoli e proposte per ampliare e arricchire la sua offerta formativa. Certo i trasferimenti del governo per mense, trasporti ed edilizia sono sempre di meno. E sempre meno lo Stato investe nella generalizzazione della scuola dell’infanzia , cardine primo della lotta alla dispersione scolastica, mentre il taglio del numero degli insegnanti riduce sempre di più la possibilità’ di autorizzare sezioni di tempo pieno, strumenti essenziali per arricchire e consolidare i percorsi di apprendimento. Occorre ricordare che province e comuni hanno sempre meno fondi per la manutenzione degli edifici scolastici. Ma tutto questo non è un motivo per fermarci o per non incrementare le nostre politiche per i servizi sociali o per la scuola. Ma se altri soggetti – concludono -, come Save The Children, hanno intenzione di attivare forme di arricchimento culturale dei bambini e degli adolescenti (i ‘punti luce’) saremo ben lieti di collaborare con loro. Da una situazione di difficoltà, che sicuramente c’è, si esce, ne siamo convinti, solo “facendo sistema’”.





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