Prosegue l’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Bari sul presunto gruppo criminale ritenuto responsabile dell’assalto al portavalori della Battistolli, avvenuto il 6 novembre 2024 a Toritto, nel Barese. Domani sei nuovi indagati compariranno davanti al giudice per le indagini preliminari Chiara Maglio per gli interrogatori preventivi, passaggio che precede l’eventuale emissione di nuove misure cautelari.
La Dda ha chiesto quattro arresti in carcere e due obblighi di firma nei confronti di persone residenti tra Cerignola e Orta Nova, accusate a vario titolo di associazione per delinquere, possesso illegale di armi, furto, ricettazione e false attestazioni sulle proprie generalità.
Le richieste della procura
I pubblici ministeri chiedono la custodia cautelare in carcere per Antonio Braschi, 48 anni, indagato per associazione per delinquere, concorso nel possesso illegale di due pistole, ricettazione di due auto rinvenute in un garage di Ordona e furto di veicoli a Canosa.
Richiesto il carcere anche per Giuseppe Da Bellonio, 45 anni, accusato di associazione per delinquere e concorso nella ricettazione di quattro autobus della Stp di Brindisi; per Alberto Macchiarulo, 42 anni, indagato per ricettazione di due auto e furto di altri due veicoli; e per Francesco Gaeta, cinquantenne di Orta Nova, accusato di concorso nella ricettazione delle due vetture trovate nel garage di Ordona nel settembre 2025.
Per Pasquale Pio Barrasso, 41 anni, e Giustina Pollice, 33 anni, la procura ha invece chiesto l’applicazione dell’obbligo di firma. I due sono indagati per concorso nel possesso illegale di una pistola e per falsa attestazione delle proprie generalità. Secondo l’accusa, durante un controllo delle forze dell’ordine Barrasso, su suggerimento della cognata Pollice, avrebbe dichiarato di essere il fratello Biagio Barrasso, che in quel periodo era sottoposto all’obbligo di dimora con divieto di uscire nelle ore notturne.
L’inchiesta sull’assalto al blindato
L’indagine è la prosecuzione di quella culminata il 10 luglio scorso con l’esecuzione di sette ordinanze di custodia cautelare in carcere tra Cerignola e Andria.
Al centro delle investigazioni c’è l’assalto al portavalori Battistolli che trasportava oltre 1,2 milioni di euro in contanti. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il colpo si concluse solo parzialmente perché l’esplosione utilizzata per aprire il blindato avrebbe distrutto gran parte del denaro custodito all’interno.
Elemento centrale dell’indagine è Biagio Barrasso, marito della Pollice, ritenuto dagli investigatori il capo del gruppo. Poche ore dopo il colpo, l’uomo si presentò all’ospedale “Tatarella” di Cerignola con una ferita d’arma da fuoco all’addome. Agli investigatori dichiarò di non sapere chi gli avesse sparato mentre si trovava in campagna. Per la procura, invece, sarebbe stato colpito durante il conflitto a fuoco con le guardie giurate intervenute per difendere il portavalori.
Sedici indagati complessivi
Le intercettazioni disposte nei mesi successivi hanno consentito, secondo gli inquirenti, di ricostruire la presunta organizzazione criminale. L’inchiesta conta complessivamente 16 indagati, tredici dei quali della provincia di Foggia, ai quali vengono contestati, a vario titolo, 17 capi d’imputazione che comprendono associazione per delinquere, rapine, possesso illegale di armi, furti e ricettazione di autovetture, false attestazioni sulle generalità e favoreggiamento.
Tra gli indagati figura anche l’ex sindaco di Cerignola Antonio Giannatempo, medico ospedaliero, nei cui confronti viene ipotizzato il reato di favoreggiamento. Secondo l’accusa, durante il ricovero di Biagio Barrasso avrebbe consigliato ai familiari del paziente di evitare colloqui diretti e di comunicare esclusivamente attraverso biglietti scritti.
Dopo gli interrogatori preventivi di domani, il gip deciderà se accogliere o meno le nuove richieste cautelari formulate dalla Direzione distrettuale antimafia.









