Ergastolo per Giuseppe Rendina, ritenuto responsabile dell’omicidio di Giuseppe Ciociola. Per l’imputato disposto anche l’isolamento diurno per 12 mesi. Motivazione della sentenza entro 90 giorni. La decisione della Corte d’Assise del Tribunale di Foggia è arriva dopo oltre 4 ore di camera di consiglio.
“La pronuncia della Corte d’Assise di Foggia – commenta l’avvocato Francesco Le Noci, legale dei familiari della vittima – costituisce la risposta più rigorosa che l’ordinamento potesse offrire a un delitto che ha segnato profondamente una famiglia e l’intera collettività. Le parti civili hanno confidato perché fosse fatta giustizia: oggi quella domanda ha ottenuto un primo, essenziale riscontro. Esprimo gratitudine, a nome dei miei assistiti, alla Procura di Foggia, nella persona del dottor Stella dapprima e del dottor Marangelli in seguito, per l’impegno profuso”.
La corte ha quindi accolto la richiesta della procura che aveva invocato proprio l’ergastolo per il 49enne, imprenditore agricolo di Trinitapoli, accusato dell’omicidio del socio Giuseppe Ciociola, sessantenne di Zapponeta, assassinato con un colpo di pistola alla testa nelle campagne del centro rivierasco l’11 marzo 2022.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, Ciociola sarebbe stato ucciso nel suo podere in contrada Alma Dannata. Il corpo venne ritrovato il giorno successivo.
Per la procura, Rendina avrebbe agito per evitare di restituire un prestito di 60mila euro che la vittima reclamava da tempo. Denaro che, secondo l’impostazione accusatoria, Ciociola avrebbe voluto recuperare per acquistare un appartamento da intestare ai figli.
L’ipotesi investigativa sostiene che l’imprenditore si sarebbe avvicinato alle spalle del socio, sparandogli a distanza ravvicinata.
Uno degli elementi principali dell’accusa riguarda la consulenza balistica eseguita dai carabinieri del Ris.
Secondo gli accertamenti tecnici svolti durante le indagini, la pistola utilizzata per uccidere Ciociola sarebbe la stessa impiegata quattro mesi dopo nel duplice omicidio di Gerardo e Pasquale Cirillo, padre e figlio di Cerignola assassinati il 30 luglio 2022 in un campo di carciofi.
Per quel delitto Rendina è già stato condannato all’ergastolo in primo grado. In quell’occasione l’imputato aveva ammesso di aver sparato ai due uomini, pur respingendo l’accusa di premeditazione.
Anche per il duplice omicidio dei Cirillo, gli inquirenti hanno individuato un movente economico legato a una somma di denaro che sarebbe stata richiesta indietro dalla vittima.













