La campagna antincendio boschivo è già entrata nel vivo, ma la Protezione civile di Lesina rischia di affrontare il periodo più delicato dell’anno senza una sede adeguata. L’associazione di volontariato “Protezione Civile Lesina Francesco Giagnorio” ha infatti chiesto l’intervento del prefetto di Foggia, Paolo Grieco, al quale è stata trasmessa una richiesta di incontro urgente per denunciare quella che definisce una situazione “paradossale” che metterebbe a rischio l’operatività dei volontari.
Al centro della vicenda c’è la deliberazione con cui il Comune di Lesina ha disposto il trasferimento temporaneo dell’associazione in un immobile in disuso adiacente al Centro Visite del Parco Nazionale del Gargano, per consentire i lavori di adeguamento sismico della storica sede di via Rossini.
“Trasloco nel momento peggiore dell’anno”
I volontari contestano soprattutto la tempistica del provvedimento. Il trasferimento arriva infatti nel pieno della campagna Antincendio Boschivo della Regione Puglia, avviata il primo giugno, periodo nel quale l’associazione è impegnata quotidianamente nelle attività di prevenzione e intervento.
Secondo il direttivo, il trasloco rischia di compromettere il servizio proprio mentre Lesina si prepara ad accogliere migliaia di turisti, passando dai circa 6mila residenti abituali a oltre 50mila presenze durante la stagione estiva, con un conseguente aumento del rischio incendi.
“La nuova sede è in stato di abbandono”
L’associazione denuncia inoltre le condizioni dell’immobile individuato come sede provvisoria.
“La struttura assegnata è in totale stato di disuso e priva di servizi essenziali come riscaldamento, acqua calda e tinteggiatura”, affermano i volontari, evidenziando come la delibera comunale attribuisca proprio all’associazione tutti gli interventi di manutenzione necessari.
“Ma noi siamo un’organizzazione di volontariato senza scopo di lucro. Come possiamo finanziare questi lavori?”, si chiedono dal direttivo.
Persa anche una fonte di autofinanziamento
A complicare ulteriormente la situazione sarebbe il mancato rinnovo della convenzione relativa al campo da calcetto situato accanto alla vecchia sede.
Secondo l’associazione, l’impianto, utilizzato dai bambini del paese al costo simbolico di un euro, rappresentava anche una piccola ma importante fonte di autofinanziamento, con i proventi interamente reinvestiti per migliorare il patrimonio comunale.
Venuta meno questa entrata, i volontari sostengono di non avere le risorse economiche necessarie per rendere utilizzabile la nuova sede.
Mezzi esposti ai vandali
Tra le principali preoccupazioni c’è anche quella relativa ai mezzi operativi.
La nuova sistemazione, denunciano i volontari, non dispone di alcun ricovero per i cinque autoveicoli dell’associazione e per l’imbarcazione utilizzata nei soccorsi in acqua, che sarebbero costretti a rimanere all’aperto.
Una situazione ritenuta ancora più grave alla luce dei furti subiti recentemente dall’associazione, già denunciati alle autorità competenti.
L’appello al prefetto
Nel documento inviato alla Prefettura, il presidente Vittorio Bramante parla di un diffuso sentimento di amarezza tra i volontari.
“Ci sentiamo profondamente abbandonati dalle istituzioni e dallo Stato. Il volontariato di Protezione civile è un pilastro della sicurezza pubblica, fatto da persone che donano il proprio tempo e rischiano la vita gratuitamente. Chiediamo l’intervento immediato del signor Prefetto per fermare questo paradosso prima che sia troppo tardi”.
Il presidente conclude assicurando il proprio impegno a difendere i diritti dell’associazione e a valorizzare il lavoro svolto negli anni dai volontari, con l’obiettivo di garantire continuità a un servizio ritenuto essenziale per la sicurezza del territorio.











