A pochi giorni dalla sfiducia che ha decretato la fine dell’amministrazione guidata da Lidya Colangelo e portato al commissariamento del Comune di San Severo, si riaccende il dibattito politico attorno al contestato progetto urbanistico legato alla realizzazione di una struttura commerciale che, secondo quanto emerso successivamente, sarebbe riconducibile a McDonald’s.
A intervenire è l’ex consigliere comunale di opposizione Angelo Masucci, che in una nota contesta la ricostruzione fornita nelle ultime ore da alcuni ex esponenti della maggioranza e dall’ex sindaca, sollevando interrogativi sulla gestione della vicenda all’interno del Consiglio comunale.
“Dagli atti nessun riferimento a McDonald’s”
Masucci rivendica la posizione assunta dall’opposizione durante la discussione dell’accapo in aula, ricordando come dagli atti ufficiali sottoposti al Consiglio comunale non emergessero elementi che consentissero di identificare il soggetto proponente, il marchio commerciale interessato o il progettista coinvolto.
“Dagli atti ufficiali non risultavano né le generalità del soggetto proponente, né la realizzazione di una struttura McDonald’s, né l’identità del progettista. Anche per queste ragioni ci siamo astenuti dal voto”, afferma l’ex consigliere.
Le accuse all’ex maggioranza
Secondo Masucci, le recenti dichiarazioni pubbliche nelle quali vengono denunciate presunte criticità sul progetto aprirebbero una serie di contraddizioni politiche.
L’ex consigliere richiama in particolare gli interventi dell’ex consigliere di maggioranza Alfredo Tardio e di Nazario Tricarico, i quali avrebbero sostenuto pubblicamente che il progetto fosse noto da tempo all’interno della coalizione di governo e che la stessa Colangelo fosse a conoscenza di dettagli tecnici relativi all’iniziativa.
“Se queste circostanze erano note e corrispondono al vero, perché l’opposizione e la città non furono messe nelle condizioni di conoscere elementi che oggi vengono descritti come decisivi?”, si chiede Masucci.
“Perché chiedere solo il rinvio e non la bocciatura?”
L’ex consigliere evidenzia inoltre quella che definisce una contraddizione emersa durante la seduta consiliare.
Secondo la sua ricostruzione, nessun componente della maggioranza avrebbe chiesto la bocciatura dell’atto, limitandosi invece a domandarne il rinvio per ulteriori approfondimenti.
“Fu chiesto esclusivamente un rinvio, dichiarando addirittura che all’esito vi era la volontà di approvare l’accapo. Se le questioni oggi denunciate erano realmente così gravi, perché non è stata chiesta subito la bocciatura?”, domanda Masucci.
Il riferimento alla crisi politica
Nel suo intervento, l’ex consigliere collega direttamente la vicenda alla crisi che ha travolto Palazzo Celestini e che si è conclusa con le dimissioni contestuali di tredici consiglieri comunali, determinando la decadenza dell’amministrazione e l’arrivo del commissario prefettizio.
Masucci sostiene che eventuali criticità avrebbero dovuto essere portate all’attenzione del Consiglio comunale prima della fine anticipata della consiliatura.
“Perché attendere la sfiducia politica alla sindaca, le dimissioni dei consiglieri, lo scioglimento del Consiglio comunale e il commissariamento dell’Ente prima di denunciare pubblicamente circostanze che, se vere, avrebbero dovuto essere immediatamente rappresentate all’assemblea?”, afferma.
“La trasparenza non può arrivare dopo”
Nella parte finale della nota, Masucci si rivolge direttamente all’ex sindaca e agli esponenti politici rimasti al suo fianco durante le ultime fasi dell’esperienza amministrativa.
“La trasparenza non può arrivare sempre dopo e non può arrivare soltanto quando non vi sostengono più”, scrive, invitando chi ritiene di avere elementi rilevanti a rivolgersi alle sedi competenti piuttosto che alimentare ulteriori polemiche pubbliche.
Parole che confermano come, nonostante la conclusione anticipata dell’esperienza amministrativa e il commissariamento del Comune, il confronto politico a San Severo resti particolarmente acceso in vista delle future elezioni amministrative.












