“L’uomo che sei”. È questo il titolo della campagna istituzionale contro la violenza di genere promossa dalla cooperativa sociale “Il Filo d’Arianna” e presentata questa mattina a Foggia. Testimonial dell’iniziativa sarà Savino Zaba, volto noto della televisione e della radio italiana.
La campagna nasce dal lavoro quotidiano della cooperativa che gestisce i Centri Antiviolenza di tre ambiti territoriali della provincia di Foggia, oltre al programma antiviolenza dell’Ambito di Vico del Gargano. Una realtà impegnata da anni nella tutela delle donne vittime di violenza e nel sostegno ai percorsi di fuoriuscita dagli abusi.
Alla presentazione era presente anche la sindaca di Foggia, Maria Aida Episcopo, che ha parlato dell’“antitesi educativa” messa in campo dal Comune. Presente anche il consigliere Pd, Mario Cagiano.
Sul tavolo, inevitabilmente, il peso della cronaca recente, segnata dai femminicidi di Hayat, da oltre vent’anni in città, e di Stefania Rago. “Tante ragazze credono che la gelosia sia amore”, è stato uno dei passaggi più netti emersi nel confronto.
Barbara Patetta, presidente della cooperativa ha raccontato cosa dicono i numeri dei centri antiviolenza: “Sono 78 le donne prese in carico solo nel 2026. Questo ci racconta che tutta la formazione che facciamo porta le donne a venire da noi e a raccontarci la loro storia”.
Poi il dato più duro: “Abbiamo messo sotto protezione anche tre donne over 80. A qualsiasi età si può uscire dalla violenza. Noi siamo operativi H24. Non c’è un giorno in cui una nostra psicologa o educatrice non venga chiamata”.
Un intervento diretto, senza filtri: “Gli uomini non sono i nostri nemici, il patriarcato sì. Dobbiamo essere alleati”. E ancora: “Sono un po’ stufa di panchine rosse e scarpette rosse. Le vittime, i figli orfani. Il terzo settore deve essere aiutato. La coperta è diventata cortissima”.
Per Franca Dente “l’alleanza con gli uomini deve esserci”. Un richiamo che parte dagli stereotipi: “Succede anche nelle aule. Ognuno di noi si lascia prendere dagli stereotipi. Siamo avvolti da una nuvola di stereotipi sin dalla nascita. Non è reale, non è rispondente alla realtà. Ogni persona deve essere libera di esprimere se stessa”.
Dente ha poi insistito sulle conseguenze profonde della violenza: “Non ci rendiamo conto di quanto provochi l’annientamento della donna, che non riesce nemmeno ad alzare il telefono per chiedere un appuntamento”. E ricordando Stefania Rago: “Ha consumato la sua violenza tra le quattro mura”.
Nel dibattito è intervenuta anche l’ex assessora regionale vendoliana Elena Gentile: “La pagina che ha riguardato il tema della violenza contro le donne, nella mia esperienza politica, è stata la più bella. L’intelaiatura costruita in quegli anni sopravvive”.
Per Gentile, “inasprire le pene non risolve il problema. Un uomo che decide di compiere un gesto così atroce non ha paura del carcere o dell’ergastolo”. Da qui il richiamo all’esperienza della Giunta Vendola e al programma “Diritti a Scuola”, finanziato con il Fondo Sociale Europeo: “Una battaglia politica vera sarebbe ripartire da lì, parlare di diritti e Costituzione”.
A chiudere, le parole di Savino Zaba, cuore della campagna “L’uomo che sei”: “Sento il peso e la responsabilità di comunicare messaggi ai miei omologhi, agli uomini”.
Il conduttore ha parlato anche del ruolo dei media: “In Rai c’è un’attenzione particolare alla parità di genere. La spettacolarizzazione del crimine però diventa fastidiosa e controproducente”.
Poi il racconto personale, da padre: “Ho un figlio di 15 anni che, pur frequentando una scuola importante di Roma, ogni tanto torna a casa e dice: ‘Le femmine sono così’”.
Per Zaba tutto parte dalle parole: “Occorre monitorare il linguaggio. Sono un genitore controllore”. E il messaggio finale è rivolto soprattutto agli uomini: “Bisogna parlare tanto agli uomini, tra gli uomini. Ma bisogna cominciare giovanissimi, dalle scuole, per invertire la rotta”.









