L’escalation del conflitto in Iran e le tensioni internazionali stanno avendo pesanti ripercussioni anche sull’agricoltura pugliese. A lanciare l’allarme è Coldiretti Puglia, che denuncia aumenti dei costi fino al 45% per le aziende agricole, travolte dai rincari di carburanti, fertilizzanti e materie prime.
Secondo l’organizzazione agricola, la crisi nello Stretto di Hormuz, snodo strategico per gli approvvigionamenti energetici mondiali, sta facendo schizzare alle stelle i costi di produzione e mettendo sotto pressione l’intero comparto.
Fertilizzanti alle stelle
Tra gli aumenti più pesanti c’è quello dell’urea, fertilizzante fondamentale per molte colture, il cui prezzo è passato da 470 a 870 euro a tonnellata nel giro di un anno, con un incremento dell’85%.
Forti rincari anche per il nitrato ammonico, salito da 369 a 510 euro a tonnellata, pari a un aumento del 38%.
A pesare ulteriormente sui bilanci aziendali è anche il ritorno della corsa del gasolio agricolo. Dopo una breve flessione registrata nelle scorse settimane, il prezzo è tornato a crescere fino a raggiungere quota 1,42 euro al litro rispetto agli 0,85 euro di inizio anno.
“Situazione non più sostenibile”
“L’aumento dei costi ha raggiunto livelli non più sostenibili”, denuncia il presidente di Coldiretti Puglia, Alfonso Cavallo. “Le imprese agricole non sono più in grado di assorbire ulteriori rincari, soprattutto in un momento già segnato dalle difficoltà climatiche e dalle tensioni geopolitiche”.
Secondo Coldiretti, senza interventi concreti a sostegno del reddito agricolo il rischio è quello di compromettere seriamente il sistema produttivo pugliese.
Sulla stessa linea anche il direttore regionale Pietro Piccioni, che sottolinea come gli aumenti dei costi non trovino corrispondenza in prezzi di vendita adeguati per gli agricoltori.
“Le aziende agricole continuano a essere tra gli anelli più deboli della filiera”, spiega. “Sono strette tra spese in crescita e ricavi insufficienti a coprire i costi di produzione, mentre anche i consumatori fanno i conti con rincari sempre più pesanti”.
Le alternative green proposte da Coldiretti
Per affrontare la crisi, Coldiretti chiede di accelerare su soluzioni sostenibili capaci di ridurre la dipendenza dall’estero. Tra queste viene indicato il digestato, sottoprodotto derivante dalla produzione di biogas da biomasse e scarti agricoli, utilizzato come fertilizzante naturale.
Tra le alternative ecologiche viene inoltre citato l’acido pelargonico, considerato un erbicida naturale biodegradabile e sostenibile, indicato come possibile alternativa al glifosato.
“L’Unione Europea appare ancora troppo distratta e in ritardo rispetto alle reali esigenze degli agricoltori”, conclude Coldiretti. “Servono risposte rapide per garantire la produzione di cibo sicuro e di qualità”.












