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Home - Foggia, rifiuti nel fondo agricolo: la famiglia Nardella contesta la sentenza del Tar

Foggia, rifiuti nel fondo agricolo: la famiglia Nardella contesta la sentenza del Tar

Il legale annuncia ricorso al Consiglio di Stato: “Decisione lacunosa, i proprietari sono incolpevoli”

Di Redazione
14 Aprile 2026
in Cronaca, Foggia
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Si apre un nuovo fronte giudiziario sul caso dei rifiuti abbandonati in un fondo agricolo a Foggia. La famiglia Nardella, attraverso il proprio legale Gianfranco Ordine, contesta la sentenza del Tar Puglia che ha attribuito ai proprietari la responsabilità economica per la rimozione e lo smaltimento dei materiali illecitamente sversati.

“Nessuna omissione da parte dei proprietari”

Secondo quanto evidenziato nel comunicato, i rifiuti – ecoballe – sarebbero stati abbandonati nottetempo da soggetti ignoti. Una circostanza che, secondo la difesa, escluderebbe qualsiasi responsabilità diretta dei proprietari.

Il Tar, invece, ha ritenuto sussistente una “omessa vigilanza” del fondo, nonostante – si sottolinea – i Nardella frequentassero abitualmente l’area, coltivata a ortaggi e curata durante l’intera stagione agraria.

Il nodo della recinzione e del terrapieno

Tra i punti contestati vi è anche l’assenza di un obbligo di recinzione del terreno, previsto dall’articolo 841 del codice civile. La difesa evidenzia inoltre la presenza di un terrapieno, realizzato dallo stesso Comune, che avrebbe dovuto rendere più difficile l’accesso al fondo.

Elemento che, secondo il Tar, non sarebbe stato adeguatamente considerato, anche sulla base di immagini tratte da Google Maps utilizzate in fase istruttoria.

Critiche all’attività di accertamento

Nel comunicato vengono sollevate perplessità anche sull’attività della polizia municipale, che – secondo il legale – dopo il primo accertamento nel 2022 non avrebbe effettuato ulteriori sopralluoghi né prodotto relazioni dettagliate sulle indagini per individuare i responsabili dello sversamento.

“Sentenza in controtendenza”

La difesa sottolinea come la decisione si ponga in contrasto con orientamenti giurisprudenziali più recenti, secondo cui i costi di bonifica spettano ai Comuni quando i proprietari risultano estranei ai fatti.

Viene citata, in tal senso, anche una recente pronuncia del Tar Puglia del febbraio 2026.

Ricorso al Consiglio di Stato

Alla luce di queste criticità, la famiglia Nardella ha annunciato ricorso al Consiglio di Stato per ottenere la riforma della sentenza.

Una vicenda che riaccende il dibattito sulla gestione dei rifiuti abbandonati e sulle responsabilità tra enti pubblici e privati, in un territorio da tempo segnato dal fenomeno degli sversamenti illeciti.

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Tags: AmbientebonificaConsiglio di statocronacaecoballeFoggiaGianfranco OrdineNardellarifiutiTar Puglia
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Quotidiano online registrato presso il Tribunale di Foggia, n. 3/2014 Società editrice: iMEDIA srls P.IVA 03942360714

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