Non c’è il calore della pace fatta dopo tanta guerra. Ma una stretta sentita, quasi scontata. Complici forse i flash delle telecamere, Antonio Decaro e Nichi Vendola sembrano schermirsi da tanto clamore. Ed è il primo a chiedere ai cronisti: “Ma quale pace? Mai stata guerra tra noi”. Mette così fine a un’estate di frecciate, tira e molla e dal veto posto dall’ex sindaco di Bari perché nelle liste del Consiglio regionale non ci fosse anche l’ex governatore, se Decaro avesse accettato la corsa.
In ogni caso al teatro Abeliano di Bari, nel quartiere Japigia, la pace o sintonia ritrovata va in scena. Entrambi confermano l’amicizia e il legame vecchio di anni ma è Vendola a sottolineare che la sua candidatura “non era e non è inopportuna, è opportuna”. E aggiunge: “È un valore aggiunto”. A fare il passo più netto verso la distensione è Decaro. Il candidato del centrosinistra accetta di partecipare alla chiusura della campagna elettorale di Avs. Per Vendola, sono scesi in Puglia Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, insomma i vertici del suo partito ci sono. Ma Decaro fa la differenza. Lui arriva e liscia un po’ il pelo all’ex governatore : “Nichi ha già dato tanto in questi anni. Io sono uno che si è appassionato alla politica anche grazie al lavoro che ha fatto. Grazie a Nichi e Michele (Emiliano ndr) la nostra regione è cresciuta in questi anni”.
Poi proiettandosi già al dopo 25 novembre, immaginano una battaglia che possano condividere nei rispettivi nuovi ruoli: “La battaglia sui diritti delle persone”, dice assertivo Decaro e Vendola annuisce. L’uomo della rinascita pugliese del 2005 ricorda la terra di allora fatta di rifiuti e discariche a cielo aperto perché” la raccolta differenziata era una fuga ideologica lontana dalla realtà”, di 85 asili nidi contro i 1000 di oggi (“siamo passati dal medioevo a una specie di modernità”) e promette impegno contro il consumo del suolo, per cui Avs avrà un “ruolo di sentinella nell’amministrazione Decaro”. Ammette però che di mafia “non si parla mai in questa campagna elettorale mentre la presenza dei clan non è mai andata in vacanza”. E denuncia: in Puglia “si ricicla ad esempio nell’economia turistica con forme visibili com’è il controllo dei parcheggi nelle aree turistiche e invisibili con le mille lavatrici per il denaro del narcotraffico”. Ma sulla sua scelta conclude: “Non mi sono pentito, anzi sono rallegrato”.
Decaro rinnova l’appello al voto e poi alza la voce contro l’autonomia differenziata nel giorno delle pre intese con alcune regioni che lo preoccupano. “L’autonomia è una sciagura per tutto il paese. Da un lato c’è l’Europa che mette a disposizione risorse per ridurre i divari tra nord e su e dall’altro il governo che tende ad ampliare quei divari”. E conclude: “Questo paese deve stare insieme e deve restare unito come è sempre stato. Al governo diciamo di fermarsi: non è il momento di procedere, non ci sono le risorse per tutti” (Ansa)










