Invettive contro la magistratura, messaggi di affetto per i parenti, speranze per il futuro. Questo e molto altro nelle lettere di Franco Li Bergolis, 47enne boss del clan dei montanari Li Bergolis-Miucci, inviate al cugino Enzo Miucci detto “U’ Criatur”, 42 anni, reggente dell’organizzazione mafiosa. Dopo la missiva pubblicata in esclusiva da l’Immediato di Miucci a Li Bergolis in cui emergevano contatti tra garganici e Cosa Nostra italo-americana, ecco ora le parole del boss in persona.
Le lettere sono finite nel vastissimo, quasi interminabile, fascicolo dell’operazione “Mari e Monti” che documenta un fitto rapporto epistolare tra i due, il primo al 41 bis a Cuneo a scontare un ergastolo, il secondo all’epoca rinchiuso a Palermo (oggi si trova a Sassari). Le missive risalgono al periodo tra il 2020 e il 2023. “Ciao mio carissimo cugino Enzo“, esordiva sempre Li Bergolis nelle sue missive. “Qui ho tanto da fare. Ho le mani screpolate perché dobbiamo disinfettare le celle, tra scarafaggi, freddo e zanzare”. Poi gli attacchi allo Stato per le restrizioni imposte dal regime del carcere duro che consente gli incontri con le famiglie senza contatti fisici, ma separati da una vetrata: “Ci troviamo in uno stato di dittatura dove viene tolto a dei bambini anche un semplice abbraccio paterno. Cosa possiamo fare, questa è l’Italia! Altra stupida norma è quella che per un colloquio-telefonata di un mese devono passare almeno 25 giorni per farla di nuovo il mese successivo”.
Forti lamentele dopo il rinnovo del 41 bis: “Mi è stato notificato il decreto di rinnovo e come al solito hanno scritto tante falsità dove noi non c’entriamo nulla e che mo non sto neanche a raccontarti per quanto sono assurde, hanno anche la motivazione della lettera e hanno strumentalizzato tutto pur sapendo bene che non è vero”.
Commenti anche sulla situazione giudiziaria dello stesso Miucci: “La giustizia italiana non si smentisce mai, soprattutto quando perseguitano delle persone come nel nostro caso. Tu sei solo frutto di una persecuzione giudiziaria perpetrata da chi cerca di nascondere la verità. Purtroppo in Italia i magistrati anche se condannano persone innocenti consapevolmente e si scopre dopo anni la verità che invece erano estranei, loro non pagano mai per il loro errore voluto di proposito! Dovrebbero fare la legge sulla responsabilità civile dei magistrati. Loro non pagano mai per il loro errore voluto di proposito, invece se ci fosse la legge un giudice prima di condannare valuterebbe a fondo tutti gli atti e condannerebbe solo se è certo, non come succede adesso che giocano a farsi i favori a vicenda sulla vita delle persone, ma prima o poi cambierà perché l’Europa vuole che questa legge venga fatta anche in Italia, comunque cambiamo discorso perché più ci pensiamo e più sale il nervoso. Anche tu stai perdendo la crescita dei tuoi figli, ma il Signore Dio è grande e spero che un giorno ci possa donare la gioia di essere sereni. Sai, tuo figlio ha fatto bene a dirti di toglierti il baffetto che ti facevi crescere perché ti invecchiava, tu sei ancora molto giovane, quest’anno compirai 40 anni anche se sei diventato già nonno. Sono sicuro che potevi fare anche l’attore per quanto sei bello e ti sta bene sempre tutto. Continua a fare ginnastica e mantenerti in forma”.
In un’altra lettera nuove accuse ai magistrati: “La Magistratura di Sorveglianza di Cuneo non conosce certe leggi, non si smentiscono mai, sono tra i peggiori in Italia, altri magistrati hanno concesso i colloqui in video, loro invece no. Questa è l’Italia, il 41 è solo una dittatura. Tu pensa che il DAP (Dipartimento amministrazione penitenziaria, ndr) ha fatto delle circolari che al 41 devono metterci la lavatrice a gettoni nella sezione, i frigoriferi in cella e per ultimo che devono metterci altri programmi TV ma passano mesi e non ci è stato messo nulla, non rispettano nemmeno gli ordini del DAP. Poi si parla che l’Italia è un paese di diritto, non c’è cosa più falsa”.
Informazioni anche su Armando Li Bergolis, anche lui al 41 bis, secondo di tre figli, il primo è Matteo (sempre al carcere duro), Franco è il piccolo: “Aspetto di sentirlo. Nel frattempo lo hanno trasferito da Viterbo a L’Aquila”.
Poi ancora sulla situazione di Miucci in altra lettera: “Mi dispiace per il fatto che hanno ripristinato la custodia, i giudici al posto di leggere le carte sono prevenuti e giustizialisti per condannarci a prescindere. Io in appello avevo un giudice imparziale e a pochi mesi dalla fine arrivò l’ordine dal CSM di cambiare e mettermi quella che dicevano loro che era prevenuta e ha condannato innocentemente e non ha voluto cominciare neanche il processo da capo come succede in questi casi, cose da pazzi”.
In un’altra missiva attacchi alla magistratura pugliese: “A Foggia e Bari solo accanimento giudiziario perché sanno bene che non c’entriamo nulla. Pura persecuzione patologica perché senza avere nella testa la persecuzione verso di noi non sanno nemmeno cosa è la vita, non hanno scopi”.
Le lettere si chiudevano quasi tutte così: “Non vedo l’ora di riabbracciarti, mi manchi, ti voglio un mondo di bene. Vorrei abbracciarti al nostro mondo libero, per sempre tuo cugino, Ciccio”.











