Un gesto di coraggio e umanità, compiuto senza esitazioni, ha portato il nome di Alberto Artuso fino a Roma. Sabato 18 ottobre, nella splendida cornice di Villa De Sanctis, il giovane di Orta Nova ha ricevuto il Premio nazionale all’altruismo promosso dall’associazione Moby Dick, come riconoscimento per aver salvato una vita.
Il salvataggio sul fiume Serio
Era il 18 giugno 2024 quando, insieme all’amico Antonio Di Vivo, Alberto si trovava a Nembro, in provincia di Bergamo, nei pressi del fiume Serio. In pochi istanti la tranquillità di quella giornata si trasformò in emergenza: un uomo di 32 anni stava per annegare. Senza pensarci, Alberto e Antonio si tuffarono nelle acque del fiume, riuscendo a trarlo in salvo e a praticargli le manovre di primo soccorso (BLS), salvandogli la vita.
Un premio dal valore simbolico e umano
A distanza di pochi mesi, il gesto è stato riconosciuto come la candidatura più significativa a livello simbolico tra tutte quelle presentate all’associazione Moby Dick. A consegnare il premio è stato Maurizio Cianfarini, presidente dell’associazione, durante una cerimonia che ha celebrato i valori di rispetto, generosità e altruismo.
Alberto, visibilmente emozionato, ha dedicato il riconoscimento alla memoria del concittadino Stefano Furio, ringraziando la sua famiglia “per l’educazione e i valori ricevuti” e l’associazione per averne riconosciuto il gesto.
L’orgoglio di Orta Nova
La candidatura di Alberto è stata elaborata e promossa dal gruppo Ciamm Cr’sciout, che ha espresso profondo orgoglio per il premio ottenuto: “Siamo fieri di aver sostenuto la candidatura di Alberto – affermano – e crediamo che il suo gesto rappresenti l’anima autentica della nostra comunità. È importante che tutti i media raccontino questa storia, perché Orta Nova è anche questo: altruismo, coraggio e umanità”.
Il gruppo ha voluto lanciare un messaggio chiaro: “Divulgate questa storia. Ha un valore educativo profondo e dimostra che, anche nei momenti più difficili, ci sono persone capaci di fare del bene senza chiedere nulla in cambio”.











